di Gianfranco Fini, via Liberadestra

Quella appena iniziata potrebbe essere una estate stimolante per la destra italiana e specie per coloro che hanno fatto parte di Alleanza Nazionale. La decisione, votata alla unanimità, del consiglio di amministrazione della Fondazione AN di convocare in ottobre l’assemblea generale degli iscritti per discutere della ragion d’essere della Fondazione, cioè di quale debba essere il suo scopo e il suo perimetro d’azione, ha dato la scossa al ceto politico del partito nato a Fiuggi.

Tutti i dirigenti di ieri, a prescindere dal fatto di essere oggi in Forza Italia, in Fratelli d’Italia o di non appartenere ad alcun partito presente in parlamento,  hanno deciso in piena concordia tra loro che l’assemblea autunnale stabilirà, anche sulla scorta di un parere giuridico, quale sarà il futuro della Fondazione AN.

Ovviamente la ritrovata unità è durata solo un attimo perché non c’è alcuna convergenza possibile tra chi pensa che la Fondazione debba svolgere un ruolo culturale, preservare una memoria e una storia passata e chi invece auspica che si trasformi in un soggetto politico nel senso più classico del termine, cioè in un partito.

Il dibattito si è immediatamente aperto e sarà proprio dallo spessore del medesimo che si capirà se l’estate sarà davvero foriera di novità positive per il disperso mondo di Alleanza Nazionale. Specie chi vuole ricostruire una “ casa comune” ha infatti il dovere di indicare chiaramente su quali fondamenta intende farlo,  cioè quale dovrà essere la sua identità programmatica, quali i suoi valori non negoziabili, i suoi principi di riferimento, le sue regole interne.

Cosa significhi in concreto una politica autenticamente di destra è una questione che non si pone per chi è rimasto con Berlusconi; cosa è la destra lo decide il cavaliere e non si discute, specie se si spera di essere ricandidati. Per certi aspetti è una questione che non appassiona più di tanto nemmeno chi sta con Giorgia Meloni che una risposta l’ha già data: politica di destra significa far concorrenza alla Lega, specie su antieuropeismo ed immigrazione, nella speranza di cavalcare l’onda populista e non escludendo affatto, anzi cercando,  un rapporto privilegiato, da fratelli minori, con Salvini. Per gli uni come per gli altri è quindi logico che la Fondazione AN debba essere solo il luogo per il culto della memoria.

Vedi anche  Verso una Costituente per la #Destra: il Manifesto di Orvieto

Assai più arduo è il compito che attende i sostenitori della tesi “ricostruiamo una casa comune” perché dovranno necessariamente rispondere ad una domanda ineludibile:  sì, ma per fare quale politica? Quale politica, non solo quali alleanze elettorali.

Perché sarà anche vero che “tutti insieme contro Renzi e Grillo si può vincere” ma è certo  che la cosa affascina chi vuole ricandidarsi, non certo i tantissimi elettori di destra che a votare non ci vanno più. Per riportarli alle urne servono idee forti e proposte nuove capaci di alimentare speranze concrete .  E servono  anche , per far rinascere una forza politica autenticamente di destra, comportamenti coerenti con i principi e i valori che si affermano.

Le prossime settimane ci diranno se la sfida può essere davvero raccolta e gli amici di Liberadestra iscritti alla Fondazione AN faranno sentire la loro voce.

 

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