Home ALTRECULTURE Continua l’accanimento contro Fini: è una vera indecenza, ora basta.!

Continua l’accanimento contro Fini: è una vera indecenza, ora basta.!

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E’  un giornalismo malato o una strategia per tenere la destra legata a Fini, e alimentare la diaspora con la complicità di menti semplici e stupide che ruotano nel mondo della destra.

Le menti che ruotano intorno ai due giornali “Libero” e “Il Giornale” di Centro ( basta vedere gli onesti proprietari)  sanno che il mondo di Destra è un nemico mortale da combattere per chi vuole detenere o voleva detenere l’egemonia nel Centro-Destra. 

Ora i tempi sono maturi per rieducare la Destra o allontanare le menti deboli lettori del due giornali sopracitati da questo mondo..e convincerli che il loro leader è sempre stata la Barbara d’Urso.

Non si tratta di difendere una persona, ma “storicizzare” la storia di Fini e quindi della Destra.

Occorre  per la Destra ripartire dall’equazione morto Fini..morta la Destra…

Quindi difendere Gianfranco Fini..si difende la Storia della Destra.

QUANDO CADE UN GIGANTE, SI CREA UNA VORAGINE. QUANDO A CADERE E’ UN NANO, NON SE NE ACCORGE NESSUNO. PER LA VERITÀ’, NESSUNO SI ACCORGE NEANCHE QUANDO I NANI RIMANGONO IN PIEDI (cit)

Continua l’accanimento contro Fini: è una vera indecenza, ora basta.!

Il Giornale e Libero continuano a sparare a palle incatenate contro Gianfranco Fini,. E questo nonostante il fatto che l’ex presidente della Camera non compare più sulla scena pubblica. Non partecipa a trasmissioni televisive, non concede interviste, non twitta né posta dichiarazioni su Facebook. Ci troviamo quindi di fronte a un accanimento del tutto gratuito, una roba  indecente  e malata, una furia che va al di là del fatto politico e del dovere di cronaca. Qualcuno ci deve ad esempio spiegare dov’è la notizia in queste poche righe pubblicate oggi sul sito di Libero. «Il fu leader futurista, nonché ex presidente della Camera, nonché mister Montecarlo esiste ancora», esordisce sarcastico l’autore dell’articolo, che poi cita  la rubrica Chiacchiere da Camera de Il Giornale. Si parla un «divertente» aneddoto. « Fini, infatti, indosso un loden blu, è stato avvistato davanti a uno dei chioschi di antiquariato in piazza Borghese, a Roma. E qualcuno lo ha riconosciuto, anche se provava a mascherarsi dietro a un paio di Ray-Ban neri».

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Che cosa ci sia di “divertente” in tutto ciò è un vero mistero. È una “notizia” il fatto che Fini si rechi a un mercatino d’antiquariato? Mah… È anche una notizia il fatto che indossi un loden blu? Sempre mah… Qui finisce  l’”informazione”.  Dopodiché c’è una battuta insipida come le gags antifasciste di Gene Gnocchi. «Il Giornale dà anche conto di una osservazione assai maligna su Fini: “Sta cercando qualche oggetto o è andato a proporsi come bric-à-brac del tempo che fu?, si è interrogato qualcuno…».

Già, il tempo che fu. Parliamo quindi di passato e di storia Due entità che vanno sempre e comunque rispettate, insieme con le persone e eon la loro vita. Piaccia o non piaccia, una parte rilevante della storia della destra è indissolubilmente legata alla figura di Gianfranco Fini. E questo è  una fatto incontestabile, al di là degli errori, anche pesanti,  che possono essere stati commessi in un certa fase di questa stessa storia.

Ma, visto che ci siamo, allora vale la pena ricordare che in quel “tempo che fu”, la destra italiana conquistò livelli di consenso mai raggiunti prima. E metteva paura. Evidentemente, ci sono tanti antifascisti, anche certi presunti “destrorsi” (o “destrorsi” dell’ultimora), che ancora, sotto sotto, non si sono ripresi da quel vecchio trauma.

 


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