Il Movimento 5 Stelle è una perfetta macchina da guerra, 10 anni di lavoro tra Grillo e Casaleggio ha partorito una organizzazione, o movimento che la politologia non ci ha mai capito molto.

Per il semplice fatto che non è mai stato studiato nell’ ambito delle scienze religiose, una scienza che si avvale dei contributi propri di altre discipline quali la storia, la storia comparata, la storia delle religioni, l’antropologia, la psicologia, la sociologia, la linguistica, utilizzando metodi propri anche della fenomenologia e dell’ermeneutica.

Non si è  mai indagato nei  sistemi di auto-aiuto.

In ogni caso esistono  tutte le caratteristiche  per una perfetta religione, o per molti “setta” nella casta sacerdotale dei cinquestelle: piano salvifico, testo sacro, richiesta di purezza, espulsione, dottrina leader irraggiungibili, dispensazione dell’esistenza e manicheismo, gestione del denaro e ridimensionamento delle ambizioni personali, neolingua.

Una volta costruite  le chiese, e formati e gestiti i sacerdoti e facile poi lavorare il popolo.

Per carità anche Comunione e Liberazione era qualcosa di simile. Volendo anche il fascismo, certamente lo era il comunismo sovietico, o la chiesa di Scientology.

Certamente Casaleggio era un illuminato, uno che sapeva molte cose, dai sistema ponzi, dalle web company dal marketing aggressivo americano di Jacocca e dalle aziende sue  “life style”, la PNL a come  funzionano le organizzazioni esoteriche, le sette,  infatti non poteva non fondare la webegg e infilarci una stanza high teach a forma di  uovo “cosmico”,  “L’uovo del mondo è simbolicamente il contenitore dell’anima imprigionata, del caos afferrato dall’artefice, la potenza che attuata sarà cosmo nel suo stato di completa manifestazione.”

Webegg Group was the first italian multidisciplinary group that had the goal of positioning companies online. They presented themselves with a complete and forward vision and offered business, communication, organization and technology services. As an Art Director for Garage Comunicazione, Camille Barrios handled the company’s entire visual identity for more than 3 years, producing an extensive array of material from logos to corporate guidelines, from brochures to packaging, from websites to below the line.

Tutta la comunicazione interna della struttura ha come archetipo l’uovo.

Disponeva dell’accesso dei big data della omnitel e telecom.

La Casaleggio & Associati si occupa proprio di digital marketing, può benissimo accedere ai allla banca dati dei clienti  della Wind.

Se conosci il target e i desideri dell’inconscio collettivo puoi veicolare i messaggi personalizzati.

La società di Casaleggio ha addirittura 12 comandamenti, affissi ovunque nell’azienda in manifesti con le uova. E Casaleggio fa realizzare un video sui comandamenti e lo distribuisce a tutti i dipendenti.

Curiosi sono i due punti del suo programma interno

4 Il divertimento come forza creativa. Tutto il Movimento si basa sulla divertente figura di un comico, Grillo, che usa l’umorismo come registro comunicativo con i cittadini. Le sue parole ti suscitano delle emozioni che creano il coinvolgimento e non un ascolto passivo. Al pubblico resta impresso un’emozione positiva e non semplicemente le parole di un comizio. Una tecnica di comunicazione ben nota agli addetti ai lavori (usata nella Programmazione Neurolinguistica)

 

Educazione grilliniana- Il dvd di Casaleggio e i suoi comandamenti per il Movimento 5 Stelle

 

 

 «Il vero nodo – chiarisce – è che l’esperimento di Casaleggio è stato far diventare la politica il prodotto della propria azienda».

 

Prima uscita: Roberto Fico stravolge la Costituzione

«La Camera dei deputati è una istituzione culturale», «Il compito della Camera è governare i processi industriali e sociali». Due bestialità contenute nel primo discorso di Roberto Fico come presidente della Camera, che potrebbero avere risvolti inquietanti

Il tormentone dei prossimi giorni, quello cui sarà ancorata la comunicazione dei 5stelle, consisterà in: «Di Maio deve essere premier. Il popolo l’ha incoronato tale». Due menzogne, cui si aggiunge la terza: «Di Maio è il primo politico che andrà a Palazzo Chigi su designazione popolare». Analogamente, si è autoproclamato Roberto Fico che, fra l’altro, nel discorso di insediamento ha aggiunto due bestialità, di cui non meriterebbe far conto, se non fossimo nell’appecoramento quasi generale dei media, succubi delle sirene autoritarie, neoleniniste o, meglio, neonaziste, grilline. «La Camera dei deputati è una istituzione culturale», quando invece è un’istituzione politica centrale nella nostra democrazia, non a caso definita parlamentare, nella quale su problemi «politici» si misurano i rappresentanti eletti dal popolo che da esso sono delegati. Quindi un meccanismo indiretto, inventato dagli inglesi, sublimato da americani e francesi e ovunque adottato.

Vedi anche  Il complesso delle #Lobby delle monarchie Saudite negli #USA. Per capire #twitter e la guerra cibernetica

«Il compito della Camera è governare i processi industriali e sociali». Questa affermazione è più inquietante della precedente, perché dimostra: a) l’assoluta ignoranza di un paio di secoli di storia politica, economica e sociale dell’Europa; b) la non conoscenza dei disastri combinati da comunisti (in Russia) e nazisti (in Germania) e da tutti coloro che hanno voluto imporre teorie o volontà politiche dirigiste, ovunque sia accaduto. L’esempio più lampante è il Venezuela di Chavez e Maduro (indicati come esempi da seguire dalla follia di alcuni esponenti del partito di Fico).

Perciò, coloro che si sono spellati le mani nell’applaudire i lazzari vincitori, compresi il cardinale Bassetti, l’Assolombarda e tanti altri operatori di organizzazioni sociali, debbono sapere che i propositi di Fico, passato dal lavoro in un «call-center» a quello in Parlamento, comprendono la direzione dell’economia e della società. E in attuazione degli ispirati ordini di Davide Casaleggio.

E, solo per amore della verità, non è Fico il primo presidente a rinunciare all’emolumento. Lo ha preceduto Antonio Tajani, per la presidenza del Parlamento europeo. Sul punto, va notata la distorsione, la psicopatologia italiana per la quale i ricchi sono criminali e le alte retribuzioni sottraggono quattrini ai poveri lavoratori o ai poveri tout-court. Nel mondo non è così: anzi la retribuzione ha valore etico in quanto essa è una remunerazione adeguata al lavoro svolto (competenza, impegno, efficacia). Tanto è vero che ovunque vengono svolti lavori gratuitamente, i prestatori d’opera trovano altrove la retribuzione cui ambiscono: nel migliore dei casi si tratta di un riconoscimento morale; negli altri di un riconoscimento illegale.

Ma torniamo al nostro Di Maio e alla sua pretesa di diventare premier. Ricordo en passant che, quando annunciò l’accordo della candidatura Fico ai suoi gruppi parlamentari, dichiarò più o meno: «La Camera dei deputati è nostra!». Un’affermazione che indica chiaramente qual è, nella sua testa, il rapporto con il potere. Un’affermazione che ricorda l’«Abbiamo una banca» di Pietro Fassino, ma se ne distingue per la bovina accettazione ottenuta nel mondo dei media (Fassino infatti, per quella sua espressione, era stato crocifisso dagli stessi, a sinistra e nel mondo giustizialista, che ora corteggiano il grillismo).

Ora, come ben sanno gli italiani, il peggior difetto dei napoletani, insieme ai tanti riconosciuti pregi, è la tendenza di molti a esercitare quel vizio capitale che si chiama «furbizia».

Secondo me furbizia e intelligenza sono antitetici, ma questo è un altro discorso. E mi spiego. Dicendo ciò che dice Di Maio e pappagallescamente i suoi dipendenti, il Movimento 5stelle intende consolidare il proprio posizionamento in vista di un nuovo confronto elettorale: se ha diritto alla presidenza e non l’ha avuta si tratta di una vittoria mutilata, cui gli italiani devono porre, col voto, rimedio.

Dimenticando il fatto che questa gente ha ottenuto il 32%, meno di un terzo cioè dei votanti (e circa un quarto degli elettori) e che in una repubblica parlamentare, qual è la nostra, anche a seguito del risultato del referendum, le cariche istituzionali sono il frutto di intese tra i partiti. Ma questa è un’altra questione. È la Verità. Che di Grillo e dei grillini è nemica giurata.

Di Domenico Cacopardo tratto da Italia Oggi su: https://www.italiaoggi.it/news/prima-uscita-roberto-fico-stravolge-la-costituzione-2257730

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