Ancora poche settimane e la campagna elettorale, di fatto già in corso, sarà ufficialmente aperta. Nonostante la nuova legge elettorale non permetterà, salvo sorprese, di conoscere subito dopo il voto chi governerà, e quindi sarà nel nuovo parlamento che si proverà a formare una maggioranza, è certo che nei prossimi mesi lo scontro politico sarà infuocato.

Ogni partito si è già dato l’obiettivo primario di avere il maggior numero possibile di eletti per avere più forza nella gestione parlamentare del dopo voto. Del resto è inevitabile che sia così con una legge elettorale sostanzialmente proporzionale ed in cui le coalizioni sono solo apparenti.

Stando alle previsioni, nel futuro parlamento ci saranno tre schieramenti consistenti ( 5 Stelle, Pd, centrodestra) e un gruppo non si sa quanto numeroso di parlamentari di sinistra – sinistra. Ma se nessuno avrà la maggioranza che accadrà? Proviamo ad immaginarlo con tre scenari.

1) Con chi potrebbe allearsi Di Maio se i 5 Stelle saranno i più votati? Forse con Salvini e Meloni, certo non con Berlusconi e Renzi. Stando ai sondaggi una maggioranza però non ci sarebbe e forse Grasso potrebbe tentare, con maggior successo di Bersani, di agganciare i grillini ma non potrebbe certo “digerire” anche Salvini e Meloni…..

2) Un centrodestra vincente ma non autosufficiente potrebbe formare la maggioranza di governo con il Pd ma di certo non con Grillo e Grasso. Però Salvini ha già detto che vuole portare davanti al notaio Berlusconi per escludere a priori l’ipotesi…

3) Ipotesi di scuola: Renzi, nonostante sia stato abbandonato da Pisapia ed Alfano, vince le elezioni senza però avere i numeri per fare un governo: forse potrebbe ”perdonare” Bersani e D’alema, che lo vogliono politicamente morto, ma è molto difficile che i “liberi e uguali” vadano a Canossa.

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A rendere ancor più precario il futuro c’è inoltre il fatto che i leaders  candideranno nel proporzionale solo coloro su cui sono certi di poter contare dopo le elezioni e anche nel maggioritario, per evitare che in breve tempo decine di parlamentari cambino bandiera, le scelte dei capi partito saranno assai più meditate che in passato. Soprattutto nel centrodestra non sarà semplice far quadrare il cerchio e stabilire quanti collegi andranno ai partiti e soprattutto quali nominativi dovranno essere indicati.

Un’ ultima considerazione: qualsiasi cosa accada, anche nella prossima legislatura in parlamento ci saranno donne e uomini che si definiscono di destra e che “vengono” da destra. Saranno eletti con Fratelli d’Italia, con Forza Italia e con la Lega.

Nonostante tutto spero che siano numerosi. Ma soprattutto che riflettano sul fatto che gli elettori che dovranno rappresentare saranno comunque assai meno di coloro che scelsero Alleanza Nazionale.

E’ un dato di fatto amaro da cui prima o poi bisognerà ripartire, non fosse altro che per definire cosa significa davvero in termini culturali e programmatici essere di destra.

di GIANFRANCO FINI

http://www.liberadestra.com/dopo-il-voto/

 

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