Uno degli sport preferiti per la destra contemporanea è sparare su Fini. Consequenzialmente uno degli sport più divertenti è difendere Fini.

Deve essere la nostra natura “repubblichina” farlo, non la nostra natura fascista, il fascista diventò dopo la caduta del fascismo, antifascista, allarmando Winston Churchill:

Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti.

Noi dubitiamo dell’esistenza di Dio, figuriamoci su Fini, ma nel frattempo raccogliamo certezze sull’idiozia diffusa a Destra. Sopratutto siamo estrefatti, tutti coloro che sputano oggi sul cadavere, è tutta gente che ieri,  stava nel suo circo, a raccogliere le grazie dal capo.

Questo ci  spaventa, cazzo, la massa della gente disposta a spararti alle spalle. Oggi tocca a Fini, domani toccherà a te..che ci leggi.

Capiamo Berlusconi con i suoi giornalisti prezzolati  aveva uno scopo a distruggere Alleanza Nazionale.

Ma il compotamento antropologico del “popolo” della destra non lo capiamo, prescindendo se Fini sia colpevole o meno. Ormai una massa di gente lobotizzata della propaganda di Arcore, l’unica spiegazione.

Noi difendiamo la destra dai coglioni, certo ma anche dagli idioti che ormai imperversano quela ambiente politico. Dalle forze che ci impediscono di svolgere la nostra azione politica nell’interesse della Nazione.

Attendiamo la conclusione del processo, in ogni caso, ci sono dei sospetti vari sul processo, ma nel caso si rivelasse una “cazzata relativa”, rispetto a quello che ha combinato Berlusconi, votato e osannato dalla destra,  saremo pronti anche noi a istigare al suicidio di quei idioti che hanno fatto perdere tempo alla Destra, per incidere sulle problematiche dell’Italia.

Capiamoci non è l’onorabilità di Fini, che ci interessa, è la DESTRA, che ci interessa.

INFATTI MENTRE TUTTI STANNO IMPEGNATI AD ACCANIRSI SU FINI, BERLUSCONI SI FA UNA LEGGE “AD- INCIUCIUM”

Escludendo dal parlamento la destra per i prossimi 20 anni. ( Montanelli Docet).

 

FINI E IL PIAZZALE LORETO DELLA DESTRA

di Flavia Perina tratto da http://stradeonline.it/terza-pagina/2868-fini-e-il-piazzale-loreto-della-destra

Eccola qui la destra che si mette in fila a Piazzale Loreto, ma stavolta dall’altra parte, dalla parte di quelli che sputano sul morto. Uno spettacolo interessante sotto il profilo antropologico, anche perché – grazie a dio – il morto è metaforico, non è proprio morto, solo politicamente morto, e quindi se ne può scrivere senza le cautele che richiederebbe una salma vera e propria.

Sto parlando come è ovvio di Gianfranco Fini, finito nell’imbuto di un’inchiesta per riciclaggio, costretto ad ammettere che sì, sapeva fin dal 2010 che la famosa casa di Montecarlo era del cognato, sottoposto a un sequestro cautelativo di ingenti cifre, e quindi pubblicamente lapidato dai giornali e dai politici di centrodestra. Ai quali non basta veder lui penzolare esposto ai corvi, ci vorrebbero vedere anche i suoi vecchi compagni di strada e chi ne parlò bene: ci piace di più Fini a testa in giù, ma anche, potendo, Saviano, D’Avanzo, Napolitano, Santoro, Della Vedova, Mentana, Travaglio, Granata e anche la sottoscritta (l’elenco è stato fornito da Alessandro Sallusti sul “Giornale” di oggi).

Vedi anche  #Fini: il successo lepenista. E’ una risposta efficace, da #destra,

La destra che corre a Piazzale Loreto, ma stavolta dall’altra parte, non è una cosa nuova. L’oltraggio all’ex-capo nella polvere é in perfetta sintonia con l’ideologia dell’arroganza verso i senza potere, i deboli, i poveracci, chi non può difendersi, e della rancorosa ricerca di capri espiatori per giustificare i propri errori. Si sputerà sul morto con lo stesso spirito maramaldo con cui si incita ad affondare barconi di disperati, a dare il Daspo ai barboni, ad arrestare disgraziati che rovistano nei rifiuti, a bocciare i figli dei poveri, a bandire chi non ce la fa come elemento di disturbo, incapace, immeritevole, a giudicare il volontariato spazzatura, la solidarietà sociale “buonismo”, le regole “lacciuoli”. E sputando sul morto questa destra si sentirà una volta tanto vincitrice, dopo tante batoste: sì, avevamo ragione noi, lo stronzo è lui. La colpa è sua.

Anche per questo c’è una vera folla, da giorni, in fila per lo sputo di rito su Gianfranco Fini, gareggiando a chi sputa di più e più lontano. La gara l’ha vinta Francesco Storace, invitando pubblicamente al suicidio il leader di cui fu portavoce per anni, e che lo fece ministro. Segue a ruota Marcello Veneziani (“Fini, il padre padrone di An, una sigla che evoca solo un’infamia e un fallimento”) col suo sputo intellettuale, da ex membro del Cda Rai “in quota Fini”, quindi più denso e sapido di quello degli ex-qualsiasi cosa che fanno massa su Fb gridando “Dagli al puzzone”. Bravi. Mille anni a rivendicare il rispetto per i vinti e l’infamia dell’oltraggio ai morti, e ora tutti lì a spingere per aggiudicarsi un selfie con l’impiccato.

Alessandro Sallusti su “Il Giornale” non fa che dare corpo a questo sentimento della destra, da abile giornalista di destra qual è. Ma siccome Fini non è sufficiente, e a quanto pare la piazza ha bisogno di altra carne da appendere, fa l’elenco dei “complici di Gianfranco” e chiede a tutti pubbliche scuse per i giudizi ostili dati a suo tempo verso la campagna sulla casa di Montecarlo.

Personalmente, mi scuso volentieri. Non era una macchina del fango, era un’occhiuta inchiesta su un avversario politico, e l’inchiesta aveva fondamento. Ma aveva fondamento anche, in quel passaggio politico, l’idea che il gran circo del “Giornale” e di “Libero” fosse messo su per decapitare un leader che si era ribellato a Silvio Berlusconi, che lui e non altri fossero stati scelti come bersaglio, proprio in quel momento, per una pressante necessità politica. Ora ne sappiamo di più. Ora è tutto in mano alla magistratura. L’esecuzione è compiuta. Il popolo della destra ha avuto pure il suo metaforico Piazzale Loreto. Ci si può accontentare, o ancora non basta?

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