L’enciclopedia “libera” Wikipedia nega ripetutamente la possibilità di redigere una pagina a memoria dei fatti su Giuseppina Ghersi, ma la storia è vecchia.

Trucidata nel 1945, fatta oggetto di scherno, vicenda accusata di #Fakenews nel III millennio da fantomatici blogger, scrittori e giornalisti o ridicolizzando la storia intorno per  una fantomatica foto (sopra in copertina) , che per i fatti raccontati dal padre di Giuseppina, non venne portata in giro per le strade di Savona, ma “giocata a calci” tra  i Partigiani.

Ovviamente citando con nomi e cognomi nella speranza di querele nei nostri confronti.

Negli anni ’50 il Sig. Stelvio Murialdo insieme ad altri amici decide di fissare un incontro periodico per cercare di dar voce alle storie negate dalla vulgata resistenziale. Nasce il primo gruppo dell’Associazione Ragazzi del Manfrei.

http://web.archive.org/web/20120506163928/http://www.ragazzidelmanfrei.it/partigiani.php

Sono anni difficili attraversati da un filo rosso di omicidi come testimonia, ad esempio, il delitto del Commissario Salemi messo a tacere dalla misteriosa “Pistola Silenziosa”.

L’unico ambiente che accoglie queste testimonianze è quello del Movimento Sociale Italiano col conseguente isolamento che ne consegue. I familiari delle vittime così come i testimoni oculari sono tacciati di essere dei nostalgici del Fascismo e né i giornali né gli autori di storia locale concedono cittadinanza a simili storie.

Passano i decenni finché, a livello nazionale, sembra aprirsi qualche spiraglio di speranza: il 2005 è l’anno del primo giorno del ricordo per i martiri delle Foibe e, timidamente, nel 2008 alcuni iniziano a chiedere alla locale sede de La Stampa di Savona la possibilità di parlare finalmente di Giuseppina Ghersi.

Il Consigliere di Circoscrizione Vito Cafueri chiede, senza successo, che la piccola ottenga una targa in sua memoria nel quartiere Fornaci. Sembra comunque che il clima stia cambiando: l’ex senatore del Pci Giovanni Urbani, all’epoca commissario politico della divisione partigiana Gin Bevilacqua, dichiara: «Sono sceso a Savona proprio quel giorno ma non sapevo di questo episodio che merita di certo un approfondimento negli archivi. Non sarebbe un caso isolato.

Venivamo da una guerra civile in cui era successo veramente di tutto» ma le reazioni non tardano e la Sig.ra Vanna Vaccani Artioli, per 27 anni Segretaria Provinciale e Consigliere Nazionale dell’Anpi afferma: «Mi ricordo Giuseppina Ghersi. Era poco più che una ragazzina ma collaborava con i fascisti. La sua fu sicuramente un’esecuzione».

Vedi anche  Una risposta ai giustificazionisti di #Esodo e #Foibe ospitati su l’#Internazionale

L’infondata accusa di collaborazionismo non può essere ribattuta perché, nel contempo, i parenti di uno dei partigiani probabilmente coinvolti nel fatto, denunciano La Stampa richiedendo un risarcimento che per legge spetta loro visto che il crimine in questione è stato amnistiato dalla Repubblica Italiana e a nessuno può essere imputato.

I giornali scelgono di non parlare più del fatto fino all’11 febbraio 2010 quando La Stampa concede un piccolo ritaglio alla notizia dell’interpellanza del Consigliere Comunale Alfredo Remigio che, in sostegno all’iniziativa lanciata dai Ragazzi del Manfrei, chiede che sia “intitolato uno spazio pubblico o, quantomeno, istituito un Giorno del Ricordo in memoria di Giuseppina Ghersi”.

Il Comune di Savona respinge la richiesta e in tutta Italia, via internet, sorgono gruppi spontanei in sostegno alla memoria di Giuseppina Ghersi.

L’estrema sinistra insorge su vari siti e blog, accompagnata da ridenti para-giornalisti.

La fantomatica foto

Se dovete parlare di Giuseppina Ghersi fatelo con le foto di cui si è certa la sua identità.

Cosi conclude  il venezuelano David Puente, in merito alla polemica della piccola fascista trascinata allegramente dai coraggiosi partigiani comunisti per le strade di Milano il 26 Aprile 1945.

Small Fascist woman being marched through Milan with –M– (for Mussolini) painted on her forehead IWM IA66354

Piccola fascista con il viso imbrattato di vernice e la ‘M’ di Mussolini dipinta sulla fronte viene fatta marciare per la città da partigiani milanesi

 

 

 

 

 

Fascista torinese rapata e mostrata in pubblico, accanto a un bambino inorridito, forse suo figlio (aprile 1945). A Fascist Turinese woman shown up in public having her hair shorn, watched by a horrified child, possibly her son. (April 1945). ISRP fondo Marcora Foto 40

http://www.istoreto.it/mostre/la-lunga-liberazione-1943-1948/la-lunga-liberazione-galleria-fotografica/

WIKIPEDIA

https://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Ernst_Junger#Giuseppina_Ghersi

Bagatelle allegre

https://www.open.online/2020/01/13/fascisti-e-partigiani-in-questa-foto-ce-ines-gozzi-no-nemmeno-giuseppina-ghersi/

Samuele Rago su Giuseppina Ghersi: “Stuprata e uccisa a 13 anni dai partigiani? Se lo meritava, era fascista!”

La foto di Giuseppina Ghersi non è di Giuseppina Ghersi

Work in progress

 

Riferimenti

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