di GIANFRANCO FINI

Che piroetta, quella di Grillo! In 72 ore ha siglato un accordo, ad insaputa dei suoi stessi europarlamentari, con il gruppo Liberale e poi, dopo il rifiuto di questi di accoglierlo, è tornato a Canossa dove l’artefice dell’uscita della Gran Bretagna dall’UE Farage lo ha costretto prima alla penitenza e poi lo ha “punito” imponendogli di mobilitare il movimento contro l’euro. In 3 giorni la performance politica del comico genovese è stata clamorosa, un voltafaccia inspiegabile perfino per i suoi più fedeli interpreti ( patetiche ma soprattutto ridicole certe dichiarazioni secondo cui i “poteri forti hanno avuto paura”) che non a caso ha generato ironia  e proteste anche tra coloro che avevano partecipato al referendum farsa on line. Perfino in una politica come quella italiana avvezza a fenomeni di trasformismo e di salti in corsa sul carro dei vincitori veri o presunti – Scilipoti docet – è infatti impresa ai limiti del sovrannaturale spiegare come si possa chiedere domenica di ratificare l’alleanza a Bruxelles con Verhofstadt e con gli ultra montiani che considerano l’euro un valore in se e l’Unione Europea un mito indiscutibile e accettare martedì di mobilitarsi in Italia per promuovere addirittura un referendum popolare (per altro di assai dubbia costituzionalità) per chiedere al popolo sovrano di tornare alla lira. Nemmeno Fregoli, per restare nell’ambito dello spettacolo teatrale, sarebbe stato capace di tanto e infatti il grande attore romano voleva solo far ridere, non aveva di certo l’ambizione di governare…. E proprio qui sta il punto che va sottolineato e che fa della farsa grillina all’europarlamento una questione che non può essere giudicata solo, con giustificato sarcasmo, come la riprova della improvvisazione con cui agisce il padre padrone del Movimento 5 stelle.

Vedi anche  Il fascismo e i ragazzi della bella morte nel libro «L'Italia di Salò».

Il triangolo Grillo, Verhofstadt, Farage dimostra la vera, unica identità politico programmatica del movimento 5 stelle: è contemporaneamente europeista e contrario all’euro, federalista e ipernazionalista, bianco e nero. Cambia pelle come un camaleonte in ragione di ciò che ritiene necessario fare per mimetizzarsi (ieri forcaiolo oggi garantista per timore di guai romani) o per acquisire potere a Bruxelles e più risorse finanziarie (più facile con i Liberali che con gli euroscettici).

La piroetta grillina ha messo a nudo una verità che già la sgangherata amministrazione del sindaco Raggi aveva fatto intuire: i 5 stelle sono il grande contenitore della protesta contro tutto e contro tutti. Hanno buon gioco nel raccogliere i voti dei tanti che sono giustamente delusi dalla politica cosiddetta tradizionale, alzano nobili bandiere quali l’onestà, la trasparenza, il rinnovamento, la lotta alla casta e agli sprechi…… ma quando sono poi costretti a fare concretamente qualcosa non sanno più che pesci pigliare, sono pronti a sostenere posizioni di merito antitetiche perché per loro si equivalgono. E’ naturale che accada quando non si è “per” qualcosa di meno generico dei buoni propositi ma solo “contro” i guasti e le ingiustizie….

I romani se ne stanno già accorgendo a loro spese. C’è da augurarsi che l’eurosceneggiata faccia aprire gli occhi a tutti gli italiani….e soprattutto che se ne ricordino quando si voterà per rinnovare il parlamento.

tratto da: Liberadestra

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