Dal 2021 al 2027 il bilancio della Commissione europea si arricchirà di 750 miliardi che saranno utilizzati per aiutare i singoli Stati ad affrontare la crisi economica determinata dal Coronavirus.

Di questi 390 saranno erogati a fondo perduto, altri 360 sotto forma di prestiti.

All’Italia, stando al complesso algoritmo che ha determinato la suddivisione, ne dovrebbero spettare ben 209: 82 miliardi di sussidi e 127 di prestiti.

I tempi innanzitutto.

“L’impegno” dei fondi perduti (non la loro erogazione ) dovrà essere fatto per il 70% entro 2021 e 2022,  il restante 30% nel 2023.

In sintesi  l’Italia avrà a disposizione circa 150 miliardi nei primi due anni, una sessantina nel terzo anno.

L’intero importo del Recovery Fund, 750 miliardi, sarà finanziato con l’erogazione di debito da parte della Commissione.

L’Italia, cioè, non dovrà solo restituire i 127 miliardi ottenuti in prestito, ma dovrà anche partecipare al rimborso complessivo dei 390 miliardi che l’Europa erogherà a fondo perduto.

Stando al peso di Roma (circa il 13,5% dell’intera economia Ue), il nostro Paese, tra il 2028 e il 2057, dovrà contribuire maggioramente al bilancio europeo con 55 miliardi propri (la stima è di  Carlo Calenda).

Il ché fa scendere l’«attivo» ottenuto a Bruxelles da Giuseppe Conte a 25 miliardi.

Quello che abbiamo versato negli ultimi 6 anni all’Europa a fondo perduto.

I cosiddetti Paesi frugali (e la Germania) hanno ottenuto per dare il via libera all’accordo uno sconto sulla quota che verseranno ogni anno nell’Europa.

In tutto, contribuiranno con 7,603 miliardi in meno.

Che saranno compensati da tutti i Paesi delll’Unione in percentuale al loro Reddito nazionale lordo. L’Italia dovrà contribuire per il 13,5%. Fa un miliardo giusto giusto, oltre ai 18 miliardi che versa ogni anno all’Europa.

COME VERRANNO SPESI

 

Questi fondi vengono poi distribuiti fra i diversi programmi europei, come segue:

Recovery and Resilience Facility (RRF) EUR 672.5 miliardi di cui prestiti per EUR 360 mld e contributi per EUR 312.5 mld
• ReactEU: EUR 47.5 mld (sono i fondi per la cassa integrazione )
• Horizon Europe: EUR 5 miliardi (ricerca)
• InvestEU: EUR 5.6 Mld
• Rural Development: EUR 7.5 mld
• Just Transition Fund (JTF): EUR 10 mld (lavoro)
• RescEU: EUR 1.9 mld (protezione civile)
Totale: EUR 750 mld

Questo significa che i progetti devono essere pronti subito e non possono essere poi integrati in seguito nell’arco dei 7 anni del piano pluriennale;

Già nel 2021 il 10% del fondo dovrà essere versato, per 67 miliardi , come preammortamento…

A stima speditiva verranno spesi, da aggiornare:

20 Miliardi per il digitale ( 5G e AI)

10 Miliardi per l’innovazione sul PMI

4 Miliardi per le reti di trasporto

35 Miliardi in trasferimento verso le Regioni

3 Miliardi per anticipo interesse (aggiotaggio?)

12 Miliardi per la formazione

4 Miliardi per l’integrazione dell’immigrazione

70 Miliardi per il “Green”, ovvero per le pale eoliche e pannelli solari ( i maggiori produttori tedeschi e  cinesi)

10 Miliardi per le politiche di immigrazione

3  Miliardi Difesa e Sicurezza

14 Miliardi per la Pubblica Amministrazione

18 Miliardi per la Cooperazione Internazionale 

1 Miliardo per la “Pace in Africa”

………

In linea di massima le possibilità di spendere male i soldi sono enormi.

Orbene, servivano 60  Miliardi per la messa in sicurezza del territorio.

I Fondi necessari a mettere in atto gli interventi previsti dai piani
regionali per l’assetto idrogeologico, sono del valore di 60 miliardi di euro
(68% al Centro-Nord e 32% al Sud).

Il costo annuo medio per il dissesto idrogeologico è di  4 Miliardi.

Orbene, servivano 250 Miliardi per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano.

Il costo annuo medio per il rischio sismico è di  3,5 miliardi di euro all’anno.

La lunga scia sismica che ha colpito il Centro Italia a partire dallo scorso 24 agosto 2017 ha comportato danni per «23 miliardi e 530 milioni di euro».

 

 

CONDIZIONE

Resta il “Super freno a mano”voluto dai nordici.

Il testo è come segue : “La Commissione chiede il parere del comitato economico e finanziario in merito al raggiungimento soddisfacente delle tappe e degli obiettivi pertinenti. Il comitato economico e finanziario si adopera per raggiungere un consenso. Se, in via eccezionale, uno o più Stati membri ritengono che vi siano gravi deviazioni dal soddisfacente raggiungimento delle pietre miliari e degli obiettivi pertinenti, possono chiedere al presidente del Consiglio europeo di sottoporre la questione al prossimo Consiglio europeo.”

Per essere chiari OGNI SINGOLO STATO può sollevare una questione di inadempimento contro un altro Stato, e questa sarà decisa A MAGGIORANZA dal Consiglio d’Europa. Praticamente ogni stato può sollevare la questione e poi la maggioranza, che ha base politica, della UE viene a decidere….

Vedi anche  La lite tra Filippo Facci e Karima Moual, ovvero il fastidio e l'intolleranza verso la cultura italiana

Una fetta molto consistente dei fondi è vincolata al raggiungimento della neutralità climatica e questo rischia di renderne l’impiego perfino controproducente per i vari sistemi economici, come l’Italia: “L’azione per il clima sarà integrata nelle politiche e nei programmi finanziati nell’ambito del QFP e dell’NGEU.Un obiettivo climatico globale del 30% si applicherà all’importo totale delle spese del QFP e del NGEU e si rifletterà in obiettivi adeguati nella legislazione settoriale. Devono rispettare l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE entro il 2050 e contribuire al raggiungimento dei nuovi obiettivi climatici dell’Unione per il 2030, che saranno aggiornati entro la fine dell’anno.”

 

I SACRIFICI
Quota 100
Le candidate numero uno sono proprio le pensioni e su Quota 100 in particolare, che provocano più d’un mal di pancia a Nord del Vecchio Continente. Quota 100 non piace né al “frugale” Rutte né alla zarina Merkel, dunque allo stato attuale sembra che abbia il destino segnato. E con essa i lavoratori italiani, che potranno scordarsi la possibilità di andare in pensione a 62 con 38 anni di contributi e dovranno continuare a tirare – almeno – fino a 64 anni.Reddito di cittadinanza
Subito dopo le pensioni, però, secondo Il Giornale, il più probabile candidato per l’altare sacrificale di Bruxelles è il reddito di cittadinanza. Troppo costoso e assolutamente privo di qualsiasi ricaduta strategica per poter sopravvivere alla mannaia delle istituzioni europee, che puntano, sì, sulla riduzione della povertà, ma con interventi che possano innescare meccanismi virtuosi di crescita e lavoro e non con l’elargizione senza prospettive di miliardi e miliardi di soldi pubblici.
 

REPERIMENTO RISORSE

Tutto questo sarà pagato da nuove tasse europee, o , come amano chiamarle, “Risorse proprie dalla UE“. Le tasse europee arriveranno allo 1,4% del Prodotto Nazionale Lordo (non quello netto , che crea delle distorsioni per i paradisi fiscali…..) dei singoli paesi sino al 1,46% complessivo sul PIL della UE:“L’attuale risorsa propria basata sull’IVA sarà sostituita dal metodo alternativo semplificato e raffinato della Commissione a partire da gennaio 2019 con un’aliquota uniforme dello 0,3% che si applicherà alla base IVA di tutti gli Stati membri determinate secondo la metodologia raffinata proposta da la Commissione. Per ciascuno Stato membro, la base IVA da prendere in considerazione a tal fine non deve superare il 50% del reddito nazionale lordo. 145. L’Unione nei prossimi anni lavorerà per riformare il sistema delle risorse proprie e introdurre nuove risorse proprie. 146. Come primo passo, una nuova risorsa propria sarà introdotta e applicata dal 1 ° gennaio 2021, composta da una quota delle entrate provenienti da un contributo nazionale calcolata sul peso dei rifiuti di imballaggi in plastica non riciclata con un tasso di chiamata di 0,80 EUR per chilogrammo con un meccanismo per evitare un impatto eccessivamente regressivo sui contributi nazionali

Quindi l’Italia e gli altri paesi dovranno pagare un contributi ulteriore sulla base delle plastiche non riciclate. Una Plastic tax a livello nazionale…

Qualcuno però ottiene riduzioni importanti  e su base annua: Risorsa propria basata sull’IVA:

  • Germania: EUR 3 671 milioni;
  • Danimarca: EUR 377 milioni;
    • Paesi Bassi: EUR 1 921 milioni;
    • Austria: EUR 565 milioni;
    • Svezia: EUR 1 069 milioni.
LE NOSTRE TASSE
#1 TASSADal 1 Gennaio 2020 verrà introdotta la tassa europea sui rifiuti di plastica non riciclabile  che varrà 80 centesimi per ogni chilo di materiale usato per la produzione di imballaggi.#2 TASSAEntro il primo semestre 2021, per una tassa digitale europea.
#3 TASSA
Carbon tax tra i 5 e i 14 miliardi l’anno.
#4 TASSA
Rivalutazione dei valori catastali, ovvero una nuova patrimoniale
«Utilizzare entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/pil; spostare la pressione fiscale dal lavoro, in particolare riducendo le agevolazioni fiscali e riformando i valori catastali non aggiornati; contrastare l’evasione fiscale, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione, potenziando i pagamenti elettronici obbligatori anche mediante un abbassamento dei limiti legali per i pagamenti in contanti; attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni di vecchiaia nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita».
Work in progress
…………..

Download (PDF, 932KB)

Download (PDF, 539KB)

 

https://s.click.aliexpress.com/e/_d7cVxl0

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here