“Fuck the Eu”. Tradotto: “l’Unione Europea? Che si fotta”.  Queste ‘cordiali’ parole, in merito alla crisi Ucraina, sono state pronunciate da Victoria Nuland, ambasciatore statunitense ai rapporti con l’Europa e segretario di Stato Usa aggiunto.

 

La stessa Nuland ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno speso 5 miliardi di dollari in questa operazione.

A distanza di un’anno Washington è molto lontana dalla realizzazione del suo obiettivo, ovvero dall’isolamento internazionale della Russia. La destabilizzazione della situazione in Ucraina, seguita dall’imposizione di sanzioni, non sta portando i risultati previsti. Dopo le debacle in Iraq e Siria, gli Stati Uniti continuano a commettere madornali  errori politici.

Gli Stati Uniti continuano a cercare di isolare la Russia, di imporre sanzioni economiche, ma questo tipo di politica provoca l’effetto opposto: l’instabilità in Ucraina e il peggioramento delle relazioni con la UE sono diventati fattori che agevolano la rapida cooperazione tra la Russia e i suoi partner orientali.
E’ sicuro che Washington abbia svolto un ruolo determinante nel cambio di potere in Ucraina.

Secondo fonti della Casa bianca , il presidente americano Barack Obama “si sta profondamente rammaricando “del fatto che, con le sue stesse parole pronunciate in diretta alla CNN, abbia effettivamente confermato l’intervento degli Stati Uniti per risolvere la crisi politica in Ucraina.

Secondo molti media occidentali non allineati, il colpo di stato è stato realizzato con il supporto di mercenari americani, soldati che avevano preso parte alle esercitazioni NATO e migliaia di uomini dei servizi segreti statunitensi che operano nel territorio ucraino.
Gli USA hanno già commesso molti errori stupidi di politica estera dal 2001: in Siria, Iraq e con lo Stato Islamico; ora li ripetono in Ucraina. Sembra che la stupidità abbia messo radici nella politica estera moderna di Washington.

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La situazione relativa alla pressione economica di Washington su Mosca, ha come  l’obiettivo  la “balcanizzazione” della Russia, ovvero la disgregazione dello Stato russo, perseguita almeno dalla fine del muro

Uno degli strumenti per perseguire questo fine è l’introduzione delle sanzioni contro la Russia.

E’ rimarchevole che la massiccia pressione economica, o la cosiddetta politica di sanzioni usata da Washington e da varie istituzioni, abbia provocato l’effetto contrario.

La pressione degli Stati Uniti ha accelerato la convergenza di Pechino e Mosca, ha stimolato il processo di integrazione all’interno del BRICS ed ha portato una cooperazione più stretta tra la Russia e l’India. Washington è molto lontana dalla realizzazione del suo obiettivo di isolare la Russia.

L’esportazione della democrazia a cura della Nuland è costata  circa 10.000 vittime civili.

 

 

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