Capire dove sta andando il mondo, sia come pianeta che come “nido” dell’umanità. Comprendere la scienza, le implicazioni sulla vita e sulle abitudini dei risultati della ricerca e delle tecnologie che ne derivano. Cogliere i mutamenti sociali, desideri e bisogni emergenti, tenendo conto delle emozioni e delle specificità di popoli e individui.

Analizzare i propri punti di forza, come popolo, e quelli di debolezza e scegliersi un futuro ed un ruolo sugli scenari che si intravedono. Definire obiettivi e programmi in grado di conseguirli sapendo di dover competere sempre più duramente per crescere o solo per mantenere le posizioni sulla trincea della storia.
E’ questo il senso ed il compito della politica alta che può riassumesi in tre parole: attenzione, lungimiranza, responsabilità, nel quadro di un approccio sistemico ai problemi.
E’ iniziata la quarta rivoluzione industriale. E’ già in commercio la prima automobile con la carrozzeria interamente stampata in 3D, la Nasa ha costruito le prime parti di motori di vettori spaziali con la stessa tecnologia e non è lontano il giorno in cui molti prodotti, oggi di serie, diventeranno on-demand, prodotti e personalizzati a richiesta. Accadrà anche per il cibo? Al ristorante stamperanno pure spaghetti e cotolette? Gli astronauti sono già vicini a questo tipo di alimentazione, come sono vicinissime, alle nostre tavole – come ben sa la UE – le proteine ricavate dagli insetti. La robotica industriale è matura da anni e nel giro del prossimo decennio ci sarà l’avvento della robotica di servizio. Badanti, colf, autisti, raccoglitori di pomodori, fattorini e facchini possono già ritenersi pensionati. Un drone intelligente ci porterà a casa le merci che ordiniamo o ci porterà da un posto all’altro più velocemente di un taxi. Gli eserciti saranno soppiantati da soldati automi, che gli Stati Uniti già stanno mettendo a punto, e fors’anche i corpi dei vigili urbani saranno soppiantati da “Robocop” urbani. Lo spazio di fa sempre più vicino e con esso il turismo spaziale e la colonizzazione di altri pianeti alla ricerca di risorse.
E’ questo uno dei terreni su cui deve cimentarsi la lungimiranza e l’attenzione della politica. Per trovare risposte e nuove regole, per arginare le conseguenze negative del futuro prossimo, per favorire ciò che di buono ci porterà, per preparare i popoli, in particolare i giovani, alle sfide che verranno.
L’umanità è in corsa da quando è apparsa sul pianeta seguendo il suo destino. Un destino fatto anche di sopraffazioni, di guerre, di competizione sfrenata e di conquiste. Non si può quindi pensare di fermarla con divieti e proibizioni, ma se ne può canalizzare l’impeto affinché non sia disutile, affinché si contengano gli inevitabili danni. In questo la responsabilità.
La politica italiana è sideralmente lontana da una visione d’insieme correlata al futuro. Quella europea solo un po’ meno. Per questo, nel vecchio continente, non si intravede una strategia, un progetto che non sia quello di tenere i conti in ordine. Eppure la portata delle sfide dovrebbe entusiasmare i cuori coraggiosi, le menti curiose, le intelligenze creative.
Non è “Erasmus” la risposta ad una scuola europea di eccellenza che doti i giovani di capacità logico-matematiche in grado di farli competere con gli studenti cinesi ed indiani. Non è la babele linguistica a rendere possibile una miglior comprensione tra i popoli europei, si scelga una lingua – l’inglese o l’esperanto non importa – e la si renda obbligatoria dalle scuole materne. Non sono i trattati a rendere l’Europa desiderabile e competitiva, ma una Costituzione degna di questo nome e valida per tutti gli europei.

Vedi anche  Ritorna Alleanza Nazionale

 

Il futuro avanza ma la politica non se ne accorge
October 29, 2014

di Angelo Romano

fonte: www.liberadestra.it

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