Interessante questo intervento del leader supremo spirituale dell’Iran del 2013, Imam Khamenei erede di Khomeyni, padre della rivoluzione iraniana del 1978.

Lo scritto risale al 2013, oggi Khamenei è alle prese di pubbliche discussioni con le giovani iraniane a Vis-à-vis.

Come riporta AsiaNews.

http://asianews.it/news-en/Student-tells-Khamenei-about-violations-of-liberties-and-illegal-interference-44049.html

Al di là delle complessità conflittuali che vive oggi l’Iran, di una società civile iraniana, sempre più’ insofferente, con le forme più radicali del potere temporale, del clero iraniano.

Ricordiamo che tutti gli iraniani, tranne che spaurite minoranze al soldo americano, si definiscono persiani con l’orgoglio che ne deriva.

La radicalizzazione islamica avvenne in Iran durante la rivoluzione iraniana  che trasformò la monarchia repressiva dello Scià Mohammad Reza Pahlavidel  in una repubblica islamica sciita, la cui costituzione si ispira alla legge coranica. 

Questo scritto ci racconta la complessità del pensiero dell’islam Sciita, diverso dal Sunnita, dove la donna è succube del  ruolo di sudditanza e invisibilità in cui vengono relegate.

Dopotutto, Padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews scrisse che  “l’islam sciita è stato sempre più mistico e più aperto al dialogo con le culture”

Interessante il continuo riferimento a non essere orgogliosi di avere donne al comando, perché significa adottare una prospettiva passiva nei confronti dei nemici*, nel senso che non occorre essere orgogliosi perché lo vogliono gli occidentali, ma è una condizione naturale della donna, perché lo vuole Dio.

Questa prospettiva non passiva  può essere utile anche per l’Italia.

* USA e Israele e i loro alleati occidentali (pochi) che aderiscono alla politica anti-Iraniana.

Riportiamo senza filtri e senza commenti lo scritto dell’ Imam Khamenei , ognuno è libero di farsi un opinione, consigliamo solo di leggerlo in una prospettiva geo-culturale.

Aggiungiamo una nota interessante, wikipedia riporta:  Ali Khamenei, il supremo leader religioso iraniano, sostiene che le donne del suo paese non hanno diritto a un’attività politica e sociale, in quanto il loro unico scopo nella vita deve essere quello di rimanere a casa, di mettere al mondo i bambini, allattarli, crescerli ed educarli. Anche dal punto di vista fisico, psicologico ed emotivo, sempre secondo Ali Khamenei, le donne sono troppo deboli rispetto all’uomo.

Ma questa vulgata contrasta con lo scritto sottostante.

“Considerando uomini e donne uguali, l’Occidente vuole dare alla donna un’identità mascolina

“La prospettiva occidentale sulla questione delle donne possiede diverse dimensioni, ma due sono quelle principali. Una è quella di voler dare alle donne un’identità maschile. Vale a dire, vogliono far sì che le donne si comportino come uomini. Questa è una dimensione importante di questa prospettiva. Un’altra è il voler fare in modo che le donne preparino il terreno affinché gli uomini si abbandonino al piacere, sia che si tratti del piacere di guardare le donne o altri tipi di piacere che vanno al di là di questo. Questa è un’altra dimensione della prospettiva occidentale nei confronti delle donne. La questione del femminismo e altre cose simili – che sono diventate popolari nel mondo di oggi – sono, di fatto, i prodotti del discorso occidentale. Si tratta delle conseguenze del discorso occidentale.

Volevano dare alle donne un’identità maschile.

Cercavano cioè di far fare alle donne lavori che erano più compatibili con le caratteristiche fisiche e mentali degli uomini. Lo considerano una fonte d’onore e vorrebbero descriverlo come un vantaggio e una fonte d’orgoglio per le donne. Noi abbiamo adottato una prospettiva passiva di fronte a questo aspetto. Siamo stati ingannati e lo abbiamo accettato involontariamente e inconsapevolmente. Come vedete, oggi siamo orgogliosi di avere un tale numero di donne in determinate posizioni dirigenziali. Quello che sto dicendo non dovrebbe essere frainteso. Non ho alcun problema con l’idea di dare alle donne posizioni dirigenziali. Non proibisco cioè alle donne di farlo e non nego questo diritto. Non penso che sia sbagliato.

Vedi anche  L’antifascismo italiano e l’antifascismo russo a confronto

Il nostro Ministro della Salute e vicepresidenti erano donne e altre donne possiedono importanti posizioni in diversi settori. Secondo me non c’è nulla di sbagliato in questo. Ciò che è sbagliato è essere orgogliosi di questo, vantarsene nel mondo e dire: “Vedete, abbiamo un tale numero di donne in posizioni dirigenziali”. Questo è come essere ingannati e passivi. Questa non è una fonte d’onore.

Prendete il caso di una signora che ha determinate qualifiche, che ha sviluppato le sue capacità e che è adatta per una posizione specifica. Può essere autorizzata a mantenere questa posizione perché non è illegale, ma se siamo orgogliosi di avere un tale numero di funzionari donne incaricati degli affari esecutivi, questo è sbagliato. Se ci sentiamo orgogliosi di avere un gran numero di donne intellettuali e istruite, questo è positivo e va bene. Se diciamo che abbiamo un gran numero di donne attive nei settori culturali e politici, anche questo è positivo. Se diciamo che abbiamo un gran numero di donne mujahid in diverse aree, che sono pronte al martirio, tutto ciò è positivo. Se diciamo che abbiamo un gran numero di donne attive nelle arene politiche e rivoluzionarie e che scrivono e pronunciano discorsi, questo è positivo.

Essere orgogliosi di queste cose è positivo, ma essere orgogliosi di avere un tale numero di ministri, parlamentari, deputati e dirigenti nelle organizzazioni finanziarie è sbagliato. Ciò significa adottare una prospettiva passiva nei confronti dei nemici. Dovremmo affidare alle donne occupazioni maschili? No! Il rango, l’identità e le caratteristiche delle donne sono molto nobili e rispettabili. Questa identità è, in un certo modo, superiore all’identità degli uomini. Se adottiamo una prospettiva globale, vediamo che uomini e donne non hanno differenze.

Alcuni privilegi sono stati concessi alle donne e certi altri privilegi sono stati concessi agli uomini, e ciò è basato sulle loro caratteristiche naturali che Dio l’Eccelso ha concesso loro. Iddio Eccelso ha dato ad ogni genere determinate caratteristiche. Ogni genere trae beneficio da certe qualità eccezionali. Pertanto, non si tratta di differenze in termini di qualità umane. Non hanno differenze in termini di privilegi che Iddio Eccelso ha conferito all’umanità come diritti umani, diritti sociali, valori spirituali e perfezione spirituale.

Vale a dire che un uomo può diventare Ali ibn Abi Talib (as) e una donna può diventare Fatima Zahra (as).

Un uomo può diventare Gesù (as) e una donna può diventare Maria (as).

Non sono diversi l’uno dall’altro.

Pertanto la prospettiva giusta per conoscere le donne – come sono, vere donne e vere femmine – è prendere in considerazione la loro natura e vedere quali valori possono aiutare una donna o la comunità femminile a raggiungere progresso e trascendenza. Questa prospettiva è la prospettiva giusta. Non avremmo dovuto adottare una posizione passiva di fronte alle prospettive occidentali ma, sfortunatamente, l’abbiamo fatto.”

Imam Seyyed Ali Khamenei, 11 maggio 2013

 

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