“Ci sono casi in cui rispettare la cultura altrui è un terribile errore. Questo concetto contemporaneo che bisogna rispettare la cultura di tutti è molto pericoloso nel caso cinese.” Edward Luttwak

Zaia: “Li abbiamo visti tutti i video con persone che mangiano topi vivi”.

“I virus che ci colpiranno in futuro esistono già. Se ne stanno in agguato nelle giungle dell’Africa o nei mercati dell’Asia». Lo diceva cinque anni fa la direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità Margaret Chan.

Profezia facile.

Mentre l’Africa continua a combattere con Ebola, l’Asia è diventata la fucina di molte fra le epidemie più contagiose degli ultimi anni.

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Questa abitudine di macellare tra gli interstizi urbani gli animali è usale anche tra gli immigrati in europa.

L’incubatore dei nuovi microbi

Dalle ondate di aviaria, che dal 1996 si sommano l’una all’altra, fino alla più letale Sars, che nel 2002-2003 ha causato quasi 800 morti, passando per il virus Nipah che è partito nel 1998 in Malesia, infetta il cervello e lascia poche chance di guarigione.

l’Asia ha l’aspetto di un enorme  che ribolle di microbi nascenti.

«La parte orientale del continente è considerata il ground zero delle nuove malattie virali» conferma Robert Peckham, che insegna Humanities and Medicine all’università di Hong Kong e ha scritto nel 2016 “Epidemics in Modern Asia”.

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«Può sembrare un pregiudizio, ma ci sono motivi reali per cui questa regione è più suscettibile di altre ai nuovi tipi di infezione».

Primo: «Il tasso di sviluppo eccezionale». Poi, sempre secondo il ricercatore di Hong Kong: «Il mantenimento di pratiche tradizionali nonostante la modernizzazione rampante. Mi riferisco alla scelta di mangiare determinate specie di animali e alla predilezione per i mercati popolari».

 

“Wet markets” ovvero i mercati “bagnati”

Chan si riferiva ai “Wet markets” spesso all’aperto, in spazi strettissimi, o come dicono gli urbanisti, interstiziale, si vende di tutto. In inglese si chiamano wet markets e in Asia sono diffusissimi.

Il perché di quel termine “bagnati” lo spiega la virologa Ilaria Capua, scienziata dell’università della Florida,:

«Teste di animali appena macellati, liquidi biologici, tutto mescolato per terra, dove giocano i bambini e razzolano gli animali ancora vivi» racconta  autrice di Salute circolare.

Capua dieci anni fa ha passato in rassegna i virus del pollame venduto in alcuni mercati tradizionali di Lahore, in Pakistan, trovando diversi campioni contaminati.

Né il suo è l’unico esperimento del genere.

“Wet markets” e “Asia” sono le parole di accesso a un mondo di studi scientifici popolato dalle merci e dai microrganismi più vari.

E in cui il mercato di Wuhan compare a più riprese.

“Il coronavirus sta dimostrando una certa abilità nel passare dall’animale agli esseri umani”

“Wet markets” con i suoi  animali selvatici si trovano nelle grandi città .

Si ritiene infatti che il virus abbia avuto origine in un mercato di animali a Wuhan.

 

Gli animali incubatori

Sette malattie infettive su dieci, fra quelle che colpiscono gli uomini, nascono negli animali. L’Hiv era diffuso fra gli scimpanzé prima di infettare noi. Ebola parte dai pipistrelli e in qualche modo, in qualche momento, impara ad adattarsi
al nostro organismo. Le varie influenze aviarie ci contagiano partendo da uccelli selvatici e migratori. Si stima che solo mammiferi e volatili ospitino 1,6 milioni di virus
ignoti, la metà dei quali potenzialmente pericolosi per l’uomo.

Il salto di specie nei mercati cinesi

Come a un certo punto i microrganismi decidano di fare “il salto di specie” e contagiarci .

I virus a RNA tendono a mutare molto rapidamente e in più occasioni sono stati all’origine di epidemie e pandemie anche nell’uomo. Può accadere che un virus effettui il salto di specie, incrementi il suo bacino di infezione, aumentando le sue capacità di duplicazione, infettando altre specie. Attraverso la ricombinazione genica il virus può diventare pericoloso anche per altre specie.Questo può accadere fondamentalmente quando la proteine sulla membrana cellulare sono simili a quelle a cui il virus può legarsi. Esempi sono ad esempio il salto di specie maiale-uomo e uccello-uomo.

Quando un virus cambia la specie ospitante può accadere che:

  • l’ospite infettato sia completamente sprovvisto di difese immunitarie specifiche che di solito contribuiscono ad attenuare i sintomi di infezioni portate da virus più largamente diffusi nella popolazione.
  • Il virus non ha avuto il tempo di modificarsi in varianti meno letali e quindi determina un’infezione grave nel nuovo  ospite.

Il mercato tradizionale asiatico

In  mercato tradizionale asiatico  gli  acquirenti chiedono cibo fresco. Scelgono l’animale da vivo e il venditore lo si macella davanti a loro. Un gesto particolarmente apprezzato è quando il venditore raccoglie il sangue dal collo dell’animale appena ucciso e lo offre all’acquirente.

Un metodo di contagio efficace e sicuro  se quel sangue conteneva un virus, ma è facile che il sangue entra a contatto con le mucose del macellaio.

Le specie utilizzate

Tra fame atavica, e i cinesi hanno sofferto molto la fame, anche i cileni si sono mangiati tra loro a 5000 mt di altezza. 60 milioni di cinesi sono morti di fame tra il 1950-1960 per le politiche allegre di Mao.

Tra  medicina tradizionale cinese che ha sempre utilizzato lo spirito degli animali per curarsi o rinvigorirsi.

Ha portato i cinesi a cibarsi di ogni cosa che striscia, cammina, vola o nuota. Che in linea di massima è sempre commestibile se ben cotto, lo dice anche il Manuale di combattimento della Folgore. Bacche e cose vegetali, no, possono essere pericolosi.

Vedi anche  Una #storia fatta da #archistar #salento #nograzie #perle #porci #destra

Per soddisfare la domanda  gli animali più rari, più strani stanno sulle stesse bancarelle o nelle stesse gabbie zibetti e civette delle palme, serpenti e pesci, maiali, cani, gatti, coccodrilli, porcospini, cervi.

Nel mercato di Wuhan era tutto presente. Se gli animali restano invenduti, è prassi riportarli all’allevamento di origine.

Dalle bancarelle cinesi

In una di queste bancarelle, alla fine del 2002, il virus della Sars è passato all’uomo.

L’origine va ricondotta forse alla civetta delle palme (un piccolo roditore asiatico) o allo
zibetto.

Entrambi sono considerati piatti prelibati e parecchi casi di contagio della Sars, in queste due specie, sono stati riscontrati a posteriori nei “wet markets” del Guangdong, la provincia della Cina meridionale adiacente a Hong Kong.

Un’area in cui l’urbanizzazione è stata travolgente

Le singole città nel Guangdong si sono fuse in un’unica megalopoli da 60 milioni di abitanti.

A Canton, capitale del Guangdong, 12 milioni di abitanti, 1.800 per chilometro quadrato, che viveva e lavorava il dottor Liu Jianlun.

Nel suo ospedale ha già trattato alcuni pazienti con la Sars quando, la notte del 21 febbraio 2003  torna dalla famiglia a Hong Kong e si ferma una notte in albergo.

Alla stanza 911 dell’Hotel Metropole (oggi diventata museo) e ai 16 contagi diretti che il dottor Liu provoca prima di morire.

Un ospite dell’albergo il giorno dopo parte per il Vietnam, dove il virus uccide il medico italiano Carlo Urbani.

Altri clienti volano in Canada, Taiwan, Singapore.

Urbanesimo, moltiplicatore 

Le epidemie hanno spinto e ostacolato la crescita urbana in occidente,  creando le condizioni per una rigenerazione urbana nel corso dei millenni.

Tutto questo in Cina è saltato.

La feroce urbanizzazione ha portato i cinesi a vivere nelle stesse condizioni della Londra del ‘700, o a Napoli nel 1800.

Unica cosa che li salva sono gli antibiotici, come i polli.

L’architettura della città era, e restava unico presidio sanitario contro le epidemie, fino a tutto alla fine, del 1800.

Alcune grandi città, infatti, si erano impegnate a mettere in atto le clausole fissate nella conferenza sanitaria dimostrando un risanamento delle città in fatto di igiene pubblica e privata che fece diminuire i casi affetti.

Le malattie emergenti sono e resteranno un problema globale

Il 60% delle malattie infettive provengono dagli animali.

260 sono i virus conosciuti negli uomini

1600.000 sono i virus sconosciuti latenti tra gli animali.

Sano disprezzo

“In Occidente bisogna disinibirsi nel nostro dialogo collettivo con la Cina. Ci sono casi in cui rispettare la cultura altrui è un terribile errore. Questo concetto contemporaneo che bisogna rispettare la cultura di tutti è molto pericoloso nel caso cinese.  Ci sono due temi verso i quali l’Occidente dovrebbe manifestare un disprezzo non stop. Uno è l’intera medicina cinese che sta distruggendo le ultime tigri perché hanno questa idea di usare le ossa delle tigri per dei loro preparati. Una cretinata che sta distruggendo le tigri, le antilopi dell’Asia centrale ed una serie di altre creature che appaiono nella medicina cinese. La medicina cinese deve essere ridicolizzata e delegittimata perché sta distruggendo molte specie rare. I serpenti, per esempio, sono quasi scomparsi – e anche questo si lega alla medicina cinese – perché sono convinti che il sangue di serpente aumenti la virilità? Bisogna delegittimare la medicina cinese, è una cazzata. A Wuhan, come in tutte le città cinesi, c’è anche un mercato dove si vendono apertamente animali rari per essere mangiati. Nel caso di Wuhan vendevano i lupetti, piccoli lupi neonati e poi i pipistrelli e altro. In ogni città cinese vendono animali esotici, rari, che dovrebbero essere lasciati in pace. Bisogna esprimere disgusto per il fatto che loro mangiano animali perché come tutti sanno guando un virus salta all’uomo da un animale domestico è pericoloso ma meno di guando arriva all’uomo da un animale esotico. Perché l’animale domestico convive con l’uomo da migliaia di anni mentre quello esotico no, e non essendoci stata la convivenza è più pericoloso”.

Inoltre aggiunge  Edward Luttwak, politologo, esperto di strategia militare con un passato al Pentagono, tra i tanti saggi scritti ne ha firmato, tempo fa, uno dal titolo Il risveglio del drago. La minaccia di una Cina senza strategiaIl Tempo, in edicola mercoledì 29 gennaio, lo ha intervistato sul coronavirus che sta spaventando il mondo.

“I cinesi hanno laboratori militari ma non lavorano su un agente come questo coronavirus che non è molto letale, comparato ad altri agenti, e non è controllabile come sono altri agenti. Se distribuisci spore di antrace controlli la loro distribuzione. Sa, sono piccolissime, invisibili ma le puoi depositare, buttare da un aeroplano e nessuno se ne accorge. Ne mangi una, entra nel tuo corpo e fa qualcosa. Questo invece è un virus che può andare ad uccidere Xi Jinping. Questo coronavirus non lavora per il governo cinese, lavora per se stesso”.

 

Gli ultimi provvedimenti cinesi.

La Cina ha vietato il commercio e il consumo di animali selvatici. Ma non la macellazione senza controllo degli animali.

Anche la innocua pecora è portatrice di virus mortali. Cosi come i polli e i maiali.

http://www.moa.gov.cn/

Fonti: 

https://www.uchicagomedicine.org/forefront/prevention-and-screening-articles/wuhan-coronavirus

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/01/21/news/dai_mercatini_al_mondo_intero_perche_i_virus_nascono_in_cina-246341009/

https://www.liberoquotidiano.it/news/scienze—tech/13558160/coronavirus-edward-luttwak-cina-arma-guerra-laboratorio-non-controllabile.html

https://www.adnkronos.com/salute/medicina/2020/01/18/ilaria-capua-terzo-coronavirus-fare-salto-specie-anni_l60YWICOHRwtqHAWsZZG7O.html?refresh_ce

https://www.cambridge.org/core/books/epidemics-in-modern-asia/7ED46DD207C9484B906535DE414D04AF

Review – Epidemics in Modern Asia

https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_colera_nel_XIX_secolo#Epidemia_del_1865-67

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/vasto_animali_macellati_strada_scoppia_la_rivolta_residenti_scene_agghiaccianti-4508541.html

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