di GIANFRANCO FINI

Nel bel libro del giornalista Aldo Di Lello “Il codice dell’Apocalisse, perché l’islamismo ci fa la guerra” è riportata una frase di Osama Bin Laden che aiuta a capire perché anche Bruxelles dopo altre capitali è stata colpita a morte e che purtroppo fa prevedere che la strage belga non sarà l’ultima.

Queste le parole del regista del massacro  dell’11 settembre: “ i guerrieri di Allah sono diversi dai vostri soldati .  Il vostro problema sarà quello di convincere le vostre truppe  a combattere, il nostro sarà invece quello di trattenere i nostri giovani mentre aspettano il loro turno per la lotta”.

E’ doloroso ammetterlo, ma Bin Laden aveva colto nel segno: al fanatismo nichilista di migliaia di seguaci dell’ISIS  pronti al “martirio” pur di uccidere il maggior numero possibile di nemici ( occidentali o musulmani sciiti) si contrappone un’ Europa sempre più impaurita, confusa, debole.

Le classi dirigenti, e ancor più i popoli europei, rifiutano di essere costretti a combattere una guerra, negano la tragica realtà e sono quindi incapaci di prendere le misure necessarie per sconfiggere il nemico. Si tratta di misure certamente di carattere operativo quali il coordinamento dei servizi di intelligence di cui ogni Stato dispone, la lotta senza quartiere ai traffici economici dell’ISIS (tra cui la tratta degli immigrati) e agli Stati protettori e finanziatori del sedicente Califfato,  la riconquista militare dei territori irakeni, siriani, libici  su cui oggi sventola la bandiera nera……

L’Europa è oggi, nonostante lo sdegno che la pervade,  incapace di fare tutto ciò, ma quel che la rende  davvero debole è che si mostra incapace  di mobilitare le coscienze dei suoi cittadini e di indurli ad una reazione morale contro i nuovi barbari. Oggi l’Europa è disarmata  e confusa non solo perché è divisa ma soprattutto perché è prigioniera del relativismo culturale più estremo, è paralizzata dalla convinzione di doversi scusare per le sue colpe ai tempi del colonialismo, è resa balbettante dal politicamente corretto, è priva di una specifica identità culturale nonostante i secoli passati abbiano, pur tra tante tragedie,  reso universali  valori  quali  la libertà e la dignità di ogni essere umano senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione…..

Vedi anche  Fini:"E ora un confronto di idee e non di insulti" |#destra #fondazionean

Sono certamente valori universali, ma sono nati in Europa  e di ciò tutti gli europei dovrebbero andar fieri  ed orgogliosi ed essere pertanto pronti a difenderli.

Anche per questo non è certo di crociate islamofobe che oggi abbiamo bisogno. Esse farebbero solo aumentare il numero dei fanatici pronti a morire e ad uccidere nel nome di Allah e renderebbero sensibili al fascino della guerra santa milioni e milioni di musulmani, compresi molti di coloro che sono cittadini europei.

Le classi dirigenti del nostro continente devono acquisire consapevolezza che il nemico mortale da combattere non è  solo l’ISIS,  ma è  anche la abulia morale,  la paura di essere se stessa che ha colpito l’Europa. Non si può vincere la guerra in atto senza una grande offensiva culturale ed educativa che ridia un senso e un significato alla parola Europa, senza una azione che  le restituisca un orizzonte e la faccia tornare ad essere comunità di destino.

Proprio la miglior cultura europea  ha nel tempo dimostrato che solo se si è coscienti di quel  che si è e si rappresenta ci si può relazionare senza timore con altre culture diverse dalla nostra.  Il mondo islamico è per sua natura totalizzante e questa consapevolezza ce l’ha  ed è assai più forte di ogni divisione. Noi europei l’abbiamo perduta;  a ben vedere non sappiamo più chi siamo e nemmeno quali sono le nostre radici. Ciò spiega perché la nostra debolezza è ancor più drammatica e nel tempo  foriera di pericoli ancor più gravi di quelli che si manifestano nell’azione contro i terroristi islamici.

da : http://www.liberadestra.com/la-debolezza-europea/

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