La Destra, storicamente ha sempre tutelato l’ambiente e i beni culturali, e dell’ambiente urbano a differenza della sinistra chiusa nelle fabbriche.

La Destra ha sempre offerto soluzioni  concrete e sostenibili a differenza di un certo  ambientalismo e ecologismo con “l’illusioni delle soluzioni”.

 

Storia dimenticata: fu il fascismo a istituire i primi Parchi nazionali in Italia

Oggi sono 25 i parchi nazionali in Italia, ma fino al 1968 erano solo quattro, e tutti e quattro li aveva istituiti il governo fascista. Anche questo è un racconto che non si trova sui libri di scuola, come ad esempio il fatto che il Parco del Circeo fu voluto fortemente dallo stesso Benito Mussolinicontestualmente alla immane bonifica delle Paludi Pontine. Il primo Parco nazionale a essere istituito, nel dicembre 1922, ossia un mese dopo la presa del potere da parte del fascismo, fu il Parco nazionale del Gran Paradiso, che si trova tra le regioni della Valle d’Aosta e Piemonte. E pensare che originariamente era nata come riserva di caccia reale, nel 1856. Fu proibita però la caccia all’animale-simbolo di quel territorio, lo stambecco, che per anni si credette estinto finché non se ne scoprì una colonia di cento esemplari. Vittorio Emanuele II e Umberto I vi si recavano spesso a caccia, rimanendo anche un mese,e facendo battute venatorie con i valligiani. Fu Vittorio Emanuele III che lo trasferì allo Stato, istituendo appunto il Parco. Nel 1933 la gestione passò al ministero dell’Agricoltura e Foreste e la sorveglianza affidata alla Milizia nazionale forestale. Il secondo Parco nazionale a essere istituito fu il Parco nazionale d’Abruzzo ma, a onor del vero, il merito non va ascritto al fascismo ma a un coraggioso naturalista e ambientalista ante litteram che si batté per esso. Era Erminio Sipari, pioniere della conservazione della natura in Italia nonché deputato del Regno per quattro legislature, di cui le ultime due durante il periodo fascista. Classe 1879, Sipari era un ingegnere membro del Touring Club Italiano, che mise in guardia in merito al pericolo dell’estinzione del camoscio d’Abruzzo e dell’orso bruno marsicano. Eletto per la prima volta alla Camera nel 1913 col Partito Radicale, si occupò principalmente della ricostruzione della Marsica dopo il terremoto del 1915 e del Parco d’Abruzzo. Nel 1921 costituì l’Ente autonomo del Parco di cui poi nel 1923 fu nominato presidente.

Fu il deputato Sipari che realizzò il Parco nazionale d’Abruzzo

Sipari certamente non era fascista, ma come altri deputati radicali dette la sua fiducia al governo Mussolini. Ma la sua storia è legata più alla natura che non alla politica. Rimase presidente fino al 1933, quando il governo sciolse gli enti autonomi dei due parchi allora esistenti per avocare a sé la diretta gestione tramite la citata Milizia forestale. Sipari tra l’altro progettò l’autostrada Roma-Napoli con un’uscita a Cassino per il Parco d’Abruzzo. Si rese protagonista di battaglie ambientaliste di cui molte vincenti. Ci ha lasciato numerosi scritti, tra cui una interessantissima relazione di 300 pagine sull’istituzione del parco, corredata con una statistica delle specie viventi nel parco stesso. Il terzo Parco nazionale a essere istituito in Italia, e sempre dal fascismo, fu quello del Circeo nel 1934, che è l’unico a insistere su pianura e ambiente marino. Come detto fu voluto da Mussolini su consiglio del senatore e medico Raffaele Bastianelli (fratello di Giuseppe, illustre malariologo), per preservare la parte restante delle Paludi Pontine, interessate in quegli anni dalle bonifiche. È il più piccolo parco dei quattro istituiti dal fascismo, con i suoi 5.600 ettari e i suoi quattro comuni. L’anno successivo, il 1935, fu creato il Parco nazionale dello Stelvio, nato, a differenza dei precedenti che tutelavano soprattutto le specie faunistiche, per tutelare la flora e il paesaggio e per promuovere, concetto a quei tempi espresso solamente da Sipari, il turismo sostenibile. Operazione, vista ex post, perfettamente riuscita. La gestione fu affidata all’Azienda di Stato per le foreste demaniali e alla Milizia forestale. È il più grande dei parchi storici italiani, con i suoi 130mila ettari e ha al suo interno ben 24 comuni. Dopo la caduta del fascismo, l’Italia dovrà attendere più di vent’anni, il 1968, prima dell’istituzione di un altro parco nazionale, che fu quello della Calabria, peraltro soppresso nel 2002 con la creazione del Parco nazionale della Sila. E dopo di questo, bisognerà attendere altri 21 anni, quando nel 1989 sarà creato il Parco nazionale dell’Aspromonte.

di Antonio Pannullo tratto da: https://www.secoloditalia.it/2017/01/storia-dimenticata-fu-fascismo-istituire-primi-parchi-nazionali-italia/

 

APPROFONDIMENTI

La Genesi della Legislazione italiana dei beni culturali

In attuazione della riforma Gentile, fu approvato, con r.d. 16 luglio, n. 1753, un nuovo ordinamento in base al quale veniva istituita la direzione generale per le antichità e belle arti, all’interno del ministero della Pubblica istruzione, che nel 1929 divenne Ministero dell’educazione nazionale. Con il r.d. 22 dicembre 1932, n. 1735, veniva istituita la Consulta per la tutela delle bellezze naturali.

Il 1º giugno 1939 venne emanata dal ministro dell’educazione nazionale Giuseppe Bottai la legge n. 1089/1939 “per la tutela delle cose di interesse artistico e storico” (legge Bottai), la prima legge organica volta a disciplinare la tutela dei beni culturali, e il 29 giugno quella “per la tutela della bellezze paesistiche” (l. n. 1497/1939).

Viene tutelato il patrimonio storico-artistico mirando alla conservazione del concetto di “bello” ottocentesco. Si tratta di una concezione puramente estetica e meramente conservativa, ma segna una grande svolta nella concezione di patrimonio e tutela della cultura.
Venne inserita tra i primi dodici articoli, quindi tra i principi fondamentali del nostro ordinamento perché promuovere la tutela della cultura significa promuovere l’autocoscienza dei cittadini e la loro storia culturale.

La novità più significativa, rispetto alla precedente normativa vincolistica, è il divieto di esportazione di determinati beni , nonché il termine bimestrale per l’esercizio della prelazione statale per i beni oggetto di notifica ministeriale in quanto rientranti nella categoria dei beni culturali.

Legge 29 giugno 1939, n. 1497
“Protezione delle bellezze naturali”
GU n. 241 del 14-10-1939

1. Sono soggette alla presente legge a causa del loro notevole interesse pubblico:

1) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale o di singolarità geologica;

2) le ville, i giardini e i parchi che, non contemplati dalle leggi per la tutela delle cose d’interesse artistico o storico, si distiguono per la loro non comune bellezza;

3) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;

4) le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.

2. Delle cose di cui ai nn. 1 e 2 e delle località di cui ai nn. 3 e 4 del precedente articolo sono compilati, Provincia per Provincia, due distinti elenchi. La compilazione di detti elenchi è affidata a una Commissione istituita in ciascuna Provincia con decreto del Ministero per l’educazione nazionale . La Commissione è presieduta da un delegato del Ministero della educazione nazionale , scelto preferibilmente fra i membri del Consiglio nazionale dell’educazione, delle scienze e delle arti , ed è composta: del regio Soprintendente ai monumenti competente per sede ; del Presidente dell’Ente provinciale per il turismo o di un suo delegato. Fanno parte di diritto della Commissione: i Podestà dei Comuni interessati; i rappresentanti delle categorie interessate. Il presidente della Commissione aggrega di volta in volta singoli esperti in materia mineraria o un rappresentante della Milizia nazionale forestale , o un artista designato dalla Confederazione professionisti e artisti , a seconda della natura delle cose e località oggetto della presente legge. L’elenco delle località, così compilato, e ogni variante, di mano in mano che vi s’introduca sono pubblicati per un periodo di tre mesi all’albo di tutti i Comuni interessati della Provincia, e depositati oltreché nelle segreterie dei Comuni stessi, presso le sedi delle Unioni provinciali dei professionisti e degli artisti, delle Unioni provinciali degli agricoltori e delle Unioni provinciali degli industriali .

3. Entro il termine di tre mesi dall’avvenuta pubblicazione i proprietari, possessori o detentori comunque interessati possono produrre opposizione al Ministero a mezzo della Soprintendenza. Nello stesso termine, chiunque ritenga di avere interesse, può far pervenire, alle rispettive organizzazioni sindacali locali, reclami e proposte in merito all’elenco, che, coordinati e riassunti ad opera di queste saranno trasmessi al Ministero dell’educazione nazionale entro il successivo trimestre per il tramite delle Soprintendenze. Il Ministro, esaminati gli atti, approva l’elenco, introducendovi le modificazioni che ritenga opportune .

4. L’elenco delle località di cui ai nn. 3 e 4 dell’art. 1, approvato dal Ministro, è Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno. Una copia del numero della Gazzetta Ufficiale che lo contiene è affissa per tre mesi all’albo di tutti i Comuni interessati; e altra copia, con la planimetria, è contemporaneamente depositata presso il competente ufficio di ciascun Comune ove gli interessati hanno facoltà di prenderne visione. Entro il successivo termine di tre mesi, i proprietari possessori o detentori interessati hanno facoltà di ricorrere al Governo del Re che si pronuncia, sentiti i competenti corpi tecnici del Ministero della educazione nazionale e il Consiglio di Stato. Tale pronuncia ha carattere di provvedimento definitivo .

5. Delle vaste località incluse nell’elenco di cui ai nn. 3 e 4 dell’art. 1 della presente legge, il Ministro per l’educazione nazionale ha facoltà di disporre un piano territoriale paesistico, da redigersi secondo le norme dettate dal regolamento e da approvarsi e pubblicarsi insieme con l’elenco medesimo, al fine di impedire che le aree di quelle località siano utilizzate in modo pregiudizievole alla bellezza panoramica. Il detto piano se compilato successivamente alla pubblicazione dell’elenco, è pubblicato a parte mediante affissione per un periodo di tre mesi all’albo dei Comuni interessati, e una copia di esso è depositata nella segreteria dei Comuni stessi affinché chiunque ne possa prendere visione. Contro il piano territoriale paesistico gli interessati di cui all’art. 3, hanno facoltà di ricorrere nel termine e agli effetti di cui al terzo comma del precedente articolo .

Vedi anche  La tragedia del Ponte Morandi a #Genova in 4 atti

6. Sulla base dell’elenco delle cose di cui ai nn. 1 e 2 dell’art. 1, compilato dalla Commissione provinciale, il Ministro per l’educazione nazionale ordina la notificazione in via amministrativa della dichiarazione del notevole interesse pubblico ai proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, degli immobili. Tale dichiarazione trascritta a richiesta del Ministro, sui registri della Conservatoria delle ipoteche, ha efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore. Contro la dichiarazione, così notificata, è ammesso il ricorso di cui al terzo comma dell’art. 4.

7. I proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dell’immobile, il quale sia stato oggetto nei pubblicati elenchi delle località, non possono distruggerlo né introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio a quel suo esteriore aspetto che è protetto dalla presente legge. Essi, pertanto, debbono presentare i progetti dei lavori che vogliano intraprendere alla competente regia Soprintendenza e astenersi dal mettervi mano sino a tanto che non ne abbiano ottenuta l’autorizzazione. È fatto obbligo al regio Soprintendente, di pronunciarsi sui detti progetti nel termine massimo di tre mesi dalla loro presentazione .

8. Indipendentemente dalla inclusione nello elenco delle località e dalla notificazione di cui all’art. 6, il Ministro per la educazione nazionale ha facoltà: 1) di inibire che si eseguano, senza preventiva autorizzazione, lavori comunque capaci di recar pregiudizio all’attuale stato esteriore delle cose e delle località soggette alla presente legge; 2) di ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida di cui al numero precedente, la sospensione degli iniziati lavori.

9. Il provvedimento ministeriale adottato ai sensi dell’articolo precedente si intende revocato se entro il termine di tre mesi non sia stato comunicato all’interessato che la Commissione di cui all’art. 2 ha espresso parere favorevole all’apposizione del vincolo che giustifica l’inibizione d’intraprendere lavori o la sospensione dei lavori iniziati. Il provvedimento stesso è considerato definitivo dal trentesimo giorno da quello della notifica dell’approvazione all’interessato.

10. Per lavori su cose, né precedentemente incluse nel pubblicato elenco delle località, né precedentemente dichiarate e notificate di notevole interesse pubblico, dei quali sia stata ordinata la sospensione, senza che fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all’art. 8 n. 1, è data azione per ottenere il rimborso delle spese sostenute sino al momento della notificata sospensione. Le opere già eseguite sono demolite a spese del Ministero dell’educazione nazionale .

11. Nel caso di aperture di strade e di cave, nel caso di condotte per impianti industriali e di palificazione nell’ambito e in vista delle località di cui ai nn. 3 e 4 dell’art. 1 della presente legge, ovvero in prossimità delle cose di cui ai nn. 1 e 2 dello stesso articolo, il regio Soprintendente ha facoltà di prescrivere le distanze, le misure e le varianti ai progetti in corso di esecuzione, le quali, tenendo in debito conto l’utilità economica dell’intrapreso lavoro, valgano ad evitare pregiudizio alle cose e luoghi protetti dalla presente legge.

12. L’approvazione dei piani regolatori o d’ampliamento dell’abitato deve essere impartita, quanto ai fini della presente legge, di concerto con il Ministro della educazione nazionale .

13. I provvedimenti da adottare ai sensi della presente legge relativi ai luoghi che interessano aziende patrimoniali del Demanio dello Stato devono essere emessi di concerto con il Ministro delle finanze . I provvedimenti che riguardano beni compresi nell’ambito del Demanio pubblico marittimo devono essere emessi di concerto con il Ministro per le comunicazioni e, qualora si riferiscano ad opere portuali, di concerto anche con il Ministro dei lavori pubblici. I provvedimenti di carattere generale interessanti le località riconosciute stazioni di soggiorno, di cura, di turismo a sensi del R.D.L. 15 aprile 1926, n. 765 , devono essere emessi di concerto con il Ministro della cultura popolare . Tutti i provvedimenti, infine, che riguardano opere pubbliche, devono essere emessi di concerto con le singole Amministrazioni interessate.

14. Nell’ambito e in prossimità dei luoghi e delle cose contemplati dall’art. 1 della presente legge non può essere autorizzata la posa in opera di cartelli o di altri mezzi di pubblicità se non previo consenso della competente regia Soprintendenza ai monumenti o all’arte medioevale e moderna, alla quale è fatto obbligo di interpellare l’Ente provinciale per il turismo. Il Ministro per l’educazione nazionale ha facoltà di ordinare per mezzo del Prefetto, la rimozione, a cura e spese degli interessati, dei cartelli e degli altri mezzi di pubblicità non preventivamente autorizzati che rechino, comunque, pregiudizio all’aspetto o al libero godimento delle cose e località soggette alla presente legge. È anche facoltà del Ministro ordinare per mezzo del Prefetto che nelle località di cui ai nn. 3 e 4 dell’art. 1 della presente legge, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui colore rechi disturbo alla bellezza dell’insieme, un diverso colore che con quella armonizzi. In caso di inadempienza il Prefetto provvede all’esecuzione d’ufficio a’ termini e agli effetti di cui all’art. 20 del vigente T.U. della legge comunale e provinciale.

15. Indipendentemente dalle sanzioni comminate dal codice penale, chi non ottempera agli obblighi e agli ordini di cui alla presente legge è tenuto, secondo che il Ministero dell’educazione nazionale ritenga più opportuno, nell’interesse della protezione delle bellezze naturali e panoramiche, alla demolizione a proprie spese delle opere abusivamente eseguite o al pagamento di una indennità equivalente alla maggiore somma tra il danno arrecato e il profitto conseguito mediante la commessa trasgressione. Se il trasgressore non provvede alla demolizione entro il termine prefissogli ha facoltà di provvedere d’ufficio il Ministero dell’educazione nazionale , per mezzo del Prefetto. La nota delle spese è resa esecutoria con provvedimento del Ministro ed è riscossa secondo le norme della vigente legge sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato. L’indennità di cui al primo comma è determinata dal Ministro per l’educazione nazionale in base a perizia degli uffici del Genio civile o della Milizia forestale assistiti dal regio Soprintendente. Se il trasgressore non accetta la misura fissata dal Ministro l’indennità è determinata insindacabilmente da un collegio di tre periti da nominarsi uno dal Ministro, l’altro dal trasgressore e il terzo dal Presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal trasgressore. Il provvedimento emesso dal Ministro ai sensi del terzo comma di questo articolo è esecutivo quando l’interessato abbia dato la sua adesione in iscritto, o quando entro tre mesi dalla notificazione, egli non abbia aderito né, facendo il prescritto deposito delle spese, abbia dichiarato di voler provocare il giudizio del collegio peritale. Il provvedimento emesso dal Ministro in seguito alla pronuncia del collegio dei periti è immediatamente esecutivo. L’indennità, comunque determinata, è riscossa nei modi di cui al comma 2° di questo articolo affluisce a uno speciale capitolo del bilancio di entrata dello Stato .

16. Non è dovuto indennizzo per i vincoli imposti agli immobili di proprietà privata a norma dei precedenti articoli. Tuttavia, nei soli casi di divieto assoluto di costruzione sopra aree da considerarsi come fabbricabili, potrà essere concesso, previa perizia estimativa dell’Ufficio tecnico erariale, uno speciale contributo nei limiti della somma da stanziarsi in apposito capitolo dello stato di previsione delle spese dell’educazione nazionale , in relazione al gettito dei proventi di cui all’art. 15 della presente legge, secondo le modalità stabilite dal regolamento. Allo stesso capitolo vanno imputate le spese inerenti alla protezione delle cose o località di cui all’art. 1, comprese quelle per commissioni, missioni o sopraluoghi ed esclusi i premi di operosità e rendimento.

17. Se l’imposizione del vincolo a termini della presente legge, determina un’effettiva riduzione del reddito degli immobili, il possessore può richiedere la variazione dell’estimo dei terreni ai sensi dell’art. 43 del testo unico delle leggi sul nuovo catasto approvato con regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1572, ancorché nel Comune sia in vigore il vecchio catasto, ovvero la revisione parziale del reddito dei fabbricati ai sensi dell’art. 21 della legge 26 gennaio 1865, n. 2136 , e dell’art. 10 della legge 11 luglio 1889, n. 6214 , sempreché ricorrano gli estremi previsti dalle disposizioni medesime.

18. Le notifiche d’importante interesse pubblico delle bellezze naturali o panoramiche, eseguite in base alla L. 11 giugno 1922, n. 778 , sono da considerare valide a tutti gli effetti della presente legge.

19. La L. 11 giugno 1922, n. 778 , e ogni altra disposizione che sia in contrasto con quelle della presente legge, sono abrogate.

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