In questi giorni in cui ricorrono due importanti anniversari per la società italiana – cioè il XL della scomparsa, dell’Onorevole Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse e di Peppino Impastato a causa di un omicidio mafioso – nei vari canali Rai e non solo, è andato in onda uno spot riguardo la “Giornata dell’Europa” che, dal 1985, si celebra, ogni anno, il 9 maggio. Tale anniversario ricorda la proposta presentata da Robert Schuman, nel medesimo giorno di quel lontano 1950, riguardo la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale, ritenuta allora indispensabile per il mantenimento della pace e della prosperità dei popoli. Ebbene, oggi – che tali utopie sono state completamente smascherate dai fatti e ogni cittadino ben informato conosce le reali motivazioni che hanno indotto, Paesi come il nostro, a cedere quote sempre più consistenti della propria sovranità – tali campagne pubblicitarie risultano essere senz’altro offensive e deprimenti per qualsiasi italiano degno di questo nome. Nello specifico lo spot recita testualmente:<<Grazie all’Europa sei vissuta nella pace … assieme ai vostri colleghi europei garantite più sicurezza … l’esperienza di studio a Malta ti sta aprendo nuove opportunità …  con i cantieri europei hai trovato un lavoro … grazie ai fondi comunitari hai avviato la tua impresa … un’azienda italiana ti ha offerto un lavoro a Parigi, è stata molto dura ma ora sei soddisfatto … oggi in Europa puoi vivere, viaggiare, lavorare, dove vuoi, con l’Europa unita puoi dare un futuro ai tuoi figli, l’Europa è anche tua >>. Ebbene, dopo aver sentito tante e tali corbellerie, qualora ce ne fosse ancora bisogno, sono doverose le seguenti obbiezioni:
  1. La pace, nel vecchio continente, è stata mantenuta non per merito dell’UE che, tra l’altro, esiste ufficialmente solo dal 2007, ma, paradosso della storia, dagli effetti diretti ed indiretti della Guerra Fredda e della teoria della Distruzione Mutua Assicurata. Nel primo caso gli Stati Uniti avevano tutto l’interesse affinché le forze militari della Francia e di ciò che restava della Germania non si scontrassero più tra di loro ma potessero, invece, essere usate contro il nemico comune, cioè la Russia comunista. Nel caso poi della DMA la paura di una distruzione completa del genere umano spinse tutti i contendenti a più miti consigli;
  2. È talmente vero che le forze dell’ordine degli altri Paesi UE garantiscono più sicurezza anche in Italia che, alla frontiera di Ventimiglia, gli omologhi francesi hanno sbarrato la strada ai migranti facendo si che il nostro Paese, da solo, si sia dovuto necessariamente fare carico di tutta questa emergenza umana quanto, addirittura, non accade anche che se ci fosse qualcosa che non quadra alla Gendarmeria francese, quest’ultima, senza colpo ferire, si permetta tranquillamente di  sconfinare come se l’entità statuale italiana neanche esistesse (sic!);
  3. Non è che ci volesse l’Europa per studiare all’estero, infatti lo si è sempre fatto, addirittura fin dal lontano Medioevo. I nostri ragazzi, invece, hanno, checché se ne dica e fortunatamente per loro, la migliore scuola del mondo, quella italiana. Uno Stato serio non può consentire in alcun modo la fuga dei propri cervelli. Chi ha studiato in Patria ha tutto il diritto di trovare, tra la propria gente e all’interno del proprio territorio Nazionale, il lavoro che più si confà alle proprie inclinazioni e capacità;
  4. I cantieri non sono europei ma italiani, e lo sono perché noi siamo il terzo contribuente europeo. Versiamo infatti ogni anno a Bruxelles circa 14 miliardi di Euro ricevendone in cambio solo la metà. In altre parole un vero e proprio non senso. Illogicità che poi sembra ancora più grave se si tiene conto del fatto che molti cantieri pubblici, in Italia, sono fermi o non possono essere aperti, non perché non ci siano i fondi, ma solo perché bisogna rispettare il patto di stabilità impostoci dall’Europa che ci impedisce di spendere i nostri soldi nelle opere che riteniamo necessarie;
  5. Stessa cosa dicasi per le nuove aziende aperte o avviate grazie ai fondi cosiddetti “europei”: quei soldi non vengono dal nulla, sono già nostri in quanto fanno parte di quei famosi 14 miliardi di Euro che, mediamente, versiamo all’UE in qualità di Paese aderente;
  6. Il lavoro offerto da aziende italiane in Europa non è che è dovuto all’UE: Se un’azienda italiana si trova in X Paese è solo perché la nostra azienda ivi presente è competitiva ed il mercato in questione offre opportunità per entrambi, cioè sia per chi propone una determinata domanda sia per chi mette a disposizione una determinata offerta;
  7. Oggi l’Europa ci avrà sicuramente dato l’opportunità di muoverci più facilmente all’interno dei propri confini e quindi di farci risparmiare un sacco di tempo in aeroporto, ma a che prezzo? Questa Europa, con la propria burocrazia, le proprie “raccomandazioni”, la propria moneta e le ottuse politiche estere, ha acuito notevolmente la crisi economica nel nostro Paese facendo chiudere tantissime ditte e causando, oltre che la disgrazia economica di tante famiglie, anche e soprattutto il suicidio di diversi imprenditori da una parte e la fuga di centinaia di migliaia di giovani disoccupati dall’altra.
Nello spot in questione, poi, si dice che in Europa puoi vivere e lavorare dove vuoi, ebbene di sicuro nessuno di noi vuole che i propri figli debbano andare a questuare in Europa un posto da lavapiatti, piuttosto che uno da cameriere, perché qui in madre Patria, a causa delle politiche comunitarie, neanche queste figure sono più reperibili. No davvero! Questa Europa proprio non ci appartiene e ciò che fortunatamente ci fa presagire che prima o poi questa Ue cesserà di esistere è che la propaganda filoeuropea ogni giorno si fa più assordante, sintomo, quest’ultimo, che anche l’establishment sa ed ha paura che tutto possa saltare da un momento all’altro. Ma si sa, il vento della storia non lo si può fermaree spot o non spot, le catene di questa Europa prima o poi si spezzeranno rendendo nuovamente i popoli liberi di essere artefici del proprio destino.
Vedi anche  Dopo il voto?…

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