Premettendo che noi riteniamo che in Italia,e nel mondo  non esiste una normativa per prevenire e punire adeguatamente le violenze domestiche.

Premettendo che non si vuole difendere ad ogni costo Putin.

Premettendo che non crediamo che i russi siano un popolo di mangiatori di  bambini ( erano comunque gli ucraini non comunisti che si mangiavano i bambini, per colpa di una carestia provocata artificialmente dal comunista georgiano Stalin, poi la propaganda fascista trasformo il tutto con i “comunisti si mangiano i bambini”. Una sequenza straordinaria di fatti alternativi.

Vedi: Andrea Graziosi, Lettere da Kharkov – La carestia in Ucraina e nel Caucaso del nord nei rapporti dei diplomatici italiani, 1932-1933, ed. Einaudi, 1991

Premettendo che la violenza domestica è una cosa seria in Russia, Putin nella sua conferenza stampa del 23 dicembre scorso che potete leggere qui il presidente russo Vladimir Putin ha affermato chiaramente: “Non dobbiamo schiaffeggiare i bambini e giustificarlo sulla base di alcune vecchie tradizioni (…)”. Tradizioni ovviamente solo russe, Gavino Ledda infatti era russo.

La materia della violenza in famiglia è complessa

In merito all’accusa che picchiare una moglie in Russia non è reato, riportata dai media occidentali, da giornalisti di dubbia professionalità. In pratica è stato un copia e incolla generalizzato senza verificare o leggere, non dico studiare, l’aggiornamento normativo al Codice Penale Russo. Era difficile sia trovarlo su internet e poi riuscirlo a tradurre.

Riportiamo un saggio tratto https://www.facebook.com/russiantour/ dove con dovizia professionale, non giornalistica,   ci informa che in Russia è meglio non picchiare nessuno, perché non hanno depenalizzato niente, hanno solo razionalizzato i di diversi livelli di violenza, che avvengono nelle pareti domestiche.

In sintesi non si rischiano più i lavori forzati, loro lo chiamano lavoro correzionale per un ceffone dato al figlio anche per una sola volta, come raccomandavano gli aggiornamenti normativi  del luglio 2016 del Codice Penale delle Federazione Russa.

http://www.ug-kodeks.ru/ug/ug-kodeks.ru/ugolovnij_kodeks_-_glava_16.html

Si sono accorti che punire tutto e tutti, non era nemmeno la soluzione migliore, si rischiava di punire “l’educazione tradizionale”, schiaffeggi e cinghiate dati ai figli, in sintesi quella che “fortifica le famiglie”. Purtroppo in Russia sotto questo punto di vista sono delle bestie,  noi Italiani da millenni ripudiamo questo sistema di educazione, da noi mai volati schiaffi, cinghiate e zoccoli. Solo comprensione e carezze.

Un esempio concreto in base al quale dei genitori sono stati accusati penalmente ed hanno perso il proprio bambino, il quale e` stato affidato ad un orfanotrofio, con enormi danni psicologici per il bambino stesso. La maestra dell’asilo ha notato dei lividi sul bambino, ed ha denunciato i genitori per violenze. I lividi il bambino se li era procurati giocando (se avete un bambino sapete quanti lividi e graffi possa avere sulle gambe), e solo dopo un odissea giudiziaria i genitori sono stati scagionati ed il bambino gli e`stato riaffidato. Una delle motivazioni della legge russa , e` cercare di evitare casi come questo.

Le nuove norme approvate dalla DUMA, tanto contestate dal giornalismo occidentale, si adeguano, se vogliamo, agli standard europei.

Infatti basta vedere quello che è previsto nella nostra civiltà giuridica:

vedi. http://www.studiocataldi.it/guide_legali/pillole/il-reato-di-percosse.asp

Fidatevi che le loro pene, sono molto più severe delle nostre. Basta leggere il loro Codice Penale, e confrontare i minimi di pena con il nostro.

Per non parlare della certezza della pena.

Tratto da https://www.facebook.com/russiantour/

Il corriere della sera, con i suoi titoli sensazionalistici, continua a fare disinformazione sulla Russia, accompagnato da molte alte testate occidentali, che si limitano a fare copia/incolla di #fakenews senza controllare le fonti legislative, e riportando le notizie con molta approssimazione.
La proposta di legge sulla depenalizzazione riguarda esclusivamente l’articolo 116 del codice penale russo, ossia relativo alle percosse che non procurano danni fisici neanche lievi (Нанесение побоев или совершение иных насильственных действий, причинивших физическую боль, но не повлекших последствий). Stiamo parlando di strattonamenti, ceffoni, tirate di capelli. Stiamo parlando di fatti unici o occasionali, che procurano al massimo piccoli lividi o graffi. Per questi reati, per i quali l’accusa non richiede prove o referto medico, per il primo episodio si e’ passati dalla sanzione penale (fino a 2 anni di reclusione) alla sanzione amministrativa (multa fino a 500 euro, arresto fino a 15 giorni o fino a 120 ore di lavori socialmente utili), mentre dal secondo episodio si passa alle sanzioni penali.
Se queste percosse lievi avvengono con frequenza, anche in assenza di danno fisico lieve, si ha responsabilita` penale alla prima denuncia, in base all’articolo 117. Se le percosse procurano danni lievi, e per danni lievi si intende danni che lasciano una traccia evidente e sono dimostrabili con referto medico (un morso, un occhio nero, un ematoma di grandi dimensioni, una slogatura ad un polso, etc.) allora si tratta di articolo 115, che non e’ depenalizzato, anzi si rischiano fino a 3 anni di galera. Se il danno e’ medio o pesante (braccio rotto, commozione celebrale, 4 denti spaccati o danni fisici che impediscano di lavorare o svolgere determinate attivita’ per un certo periodo) allora si rischiano fino a 7 anni, in base all’articolo 114 del codice penale russo.

Meno male che qualche autore ha studiato quello che sta succedendo il Russia, riportando qualche articolo di legge

Russia, pene meno severe per la violenza domestica?

 

Vedi anche  Coronavirus, Ospedale in Fiera di Milano, la triste bieca macabra propaganda della sinistra e M5S #Fontana

Inoltre occorre considerare la differenza del concetto di REATO, tra l’Italia e la Russia, occorre sempre correlazionare sempre le nozioni di crimini e reato tra codici di diversi paesi, poiché il diritto nasce o si adegua nella  struttura sociale.

Le nozioni di crimini e e reato nel Codice Penale della Federazione Russa

Riportiamo anche alcune considerazioni di  Irina Osipova https://www.facebook.com/osipova

A proposito della decriminalizzazione della violenza domestica in Russia e i grandi titoloni nella stampa estera.

I titoloni sono strumentalizzati e i contenuti parzialmente veri.

Vediamo prima cosa dice veramente la legge e il suo perché di essa, al di là delle valutazioni.

La violenza domestica non è stata legittimata. Continua ad essere una violazione di legge perché l’illecito amministrativo o penale rimane. Cioè il violento in famiglia rischia una multa o la reclusione fino a 15 giorni. Questo in caso la violenza avvenga la prima volta e si tratta solo di lesioni leggere.
Per le lesioni gravi non si è più nell’ambito della violenza domestica ma di altri reati. In più si specifica che si tratta di reato amministrativo solo la prima volta. Se succede di nuovo si tratterebbe di crimine.

Come si spiega decisione? Si tratta una norma a tutela della famiglia. Ebbene sì. Ragioniamoci. La sanzione comunque il marito la subisce. Si tratta di dare a lui un preavviso. Però non viene messo in carcere per anni. La famiglia ha l’opportunità di non disgregarsi a causa del carcere. Un marito incarcerato – cosa poco gradita dalla moglie stessa. Immaginatevi se ci sono dei figli in famiglia. Ad esempio pure con una mamma che senza reddito.

Inoltre in Russia sono disponibili delle linee verdi di assistenza psicologica e di aiuto alle donne alle capita di subire queste disgrazie.

Ora il parere personale. Secondo me è una legge giusta, ma servirebbe comunque una più severa pena amministrativa. L’atto di violenza domestica è un qualcosa di molto grave, quindi se i due non intendono divorziare il violento deve essere punito sia con la moneta in modo significativo, che passare del tempo nella cella a pensare al gesto compiuto. La moglie in quei giorni dovrebbe avere possibilità di prendere delle decisioni importanti e la legge non deve sottrarre alla sua famiglia il marito a meno che non sia lei a deciderlo. E si tratta sempre di lesioni non dannose e soggette comunque alla sanzione amministrativa.

 

Il motivo di questo post in ogni caso è un altro.

La vera VERGOGNA, è il giornalista che si definisce “professionista”…con il suo copia e incolla, è una offesa alla categoria di professionisti: avvocati, architetti, medici…

Si paga con la coercizione  la RAI o pagate con il, vostro tempo per  vedere uno SPOT per avere una prestazione, non per avere una notizia scopiazzata.

Un giornalista può essere fazioso, propagandare o contro-propagandare ,  la propaganda è un’arte, ma deve essere un Professionista, non adeguarsi con prestazioni al ribasso, il pezzo deve essere ben scritto e strutturato 

Professionalità vuol dire verificare, studiare, analizzare, sintetizzare le fonti, e fornire un parere oggettivo e delle conclusioni, anche se le fonti sono scritte in russo. La pigrizia brutta bestia.

La prossima volta un avvocato adeguandosi  al protocollo prestazionale dell’Ordine dei Giornalisti, non mi studia le leggi, vede cosa si dice in giro..

LA NOTIZIA dellA VIOLENZA DOMESTICA RUSSA è stata una TONNARA PER IL  GIORNALISMO NOSTRANO.

UNA MATTANZA ALLA CREDIbilità

Il Ruolo del giornalista professionista nell’attualità svolge un ruolo stanco, che si adatta a inseguire notizie, senza verificare troppo le fonti.

si erge paladino contro le FAKENEWS, ma scopre il piacere MORBOSO di SCRIVERCI SOPRA.

Anzi CERCANDO DI CAvalcarle, mA con un unico certo RISULTATO.

LA MORTE DELLA SUA AUTOREVOLEZZA.

Occorre ripensarlo, come percezione da parte del lettore,  il giornalismo, il giornalista,   l’editore, la sua divulgazione, per ricollocarlo tra i diversi fornitori di informazione.

 

 

 

 

 

 

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