Mentre Di Maio attacca istericamente la Francia, l’italia in Libia viene messa all’angolo anche con la complicità della Russia.

Giulio terzi ci informa da Facebook l’evoluzione della situazione libica, che di seguito riportiamo.

LIBIA: LA FRANCIA AVANZA, L’ITALIA AL PALO!

Il generale Haftar, sostenuto dalla Francia (nonché dalla  Russia e dagli Emirati Arabi) ha preso il controllo di “El Feel”, il principale campo petrolifero dell’ENI in Libia. Dopo aver occupato Sheba, il capoluogo del #Fezzan, e il campo petrolifero di Sharara, il sedicente “Libyan National Army” ha occupato l’area gestita dall’ENI senza combattere, in quanto le forze fedeli al Governo di Accordo Nazionale (GAN), il solo riconosciuto dall’ ONU, inferiori militarmente, hanno evitato lo scontro con le preponderanti forze di Haftar.

I siti Libya Observer e Libya Express hanno precisato che le forze di Haftar hanno “ricevuto il controllo dell’impianto direttamente dalle forze di sicurezza che prima lo proteggevano”, ovvero tuareg che si sono uniti ad Haftar, che sta quindi intensificando la sua campagna di conquista del sud-ovest della Libia. Solo le locali tribù Tebu, sostenitrici di Tripoli e *in ottimi rapporti con l’#Italia*, si sono concretamente opposte alle truppe di Haftar, che hanno anche attaccato la cittadina di Murzuq, uccidendo il capo della sicurezza della città Ibrahim Mohammed, per poi ripiegare in periferia *in seguito alla reazione delle milizie Tebu*, le quali hanno inviato una delegazione a Tripoli chiedendo sostegno per fermare quella che hanno definito “una pulizia etnica” ai loro danni: Haftar afferma di combattere contro stranieri di Al Qaeda, ISIS e ribelli del #Ciad, mentre in realtà sta combattendo le tribù che hanno finora aiutato l’Italia a salvaguardare i propri interessi, e procede ad ampliare la sua area di influenza nelle zone petrolifere.

L’ITALIA COSA STA FACENDO?

L’Ambasciatore d’Italia in Libia, Giuseppe Buccino, uomo di straordinaria esperienza, ha incontrato in questi giorni proprio il generale Haftar nella sua base militare a Rajma, nell’est della Libia; Haftar aveva già incontrato nei giorni precedenti l’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, per colloqui sugli ultimi sviluppi nel paese, inclusa la situazione nella regione meridionale del Fezzan, mentre Buccino aveva organizzato a Tripoli altri due incontri, con Khaled al Mishri, il Presidente dell’Alto Consiglio di Stato, e Abdulsalam Kajman, il vicepresidente del Consiglio Presidenziale.

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E’ SUFFICIENTE?

La verità è che il Governo di Accordo Nazionale è privo di un reale e incisivo supporto da parte dell’Italia, quindi non è in grado di organizzare un’adeguata resistenza all’avanzata delle truppe di Haftar, che potrà così sfruttare l’imminente Conferenza Nazionale della Libia per mettere la comunità internazionale di fronte al fatto compiuto: le elezioni previste nel 2019 rischieranno di essere una farsa che sancirà proabilmente l’ascesa di un nuovo Raìs, che non favorirà certamente l’Italia, bensì la Francia. Parigi sta inoltre percorrendo strade da sempre utilizzate da Roma per rafforzare i legami bilaterali tra i due paesi: ad esempio il Presidente #Macron – in esito all’incontro dello scorso 17 febbraio tra la Ministra della Difesa Florence Parly e le controparti libiche, a margine della conferenza sulla sicurezza Monaco di Baviera – consegnerà alla Marina libica sei imbarcazioni per contribuire alla lotta contro l’immigrazione clandestina, mentre i francesi di Expertise France sosterranno tecnologicamente la compagnia telefonica Libyana in Stream, un incubatore-acceleratore di start-up a #Tripoli.

Presto Parigi potrà festeggiare il raggiungimento di suoi obiettivi strategici nell’area, per i quali nel 2011 approfittò delle Primavere Arabe per abbattere il regime di Gheddafi: sottrarre all’Italia l’influenza sulla Libia – che fornisce al nostro Paese 1/5 del fabbisogno nazionale di petrolio e 1/3 di quello di gas – e, forse, far passare a TOTAL le concessioni dell’ENI…

Mentre tutto ciò accade, e l’Italia non riesce a incidere efficacemente nella regione (eccheggiano ancora le dichiarazioni del precedente Governo, i cui più alti rappresentanti alzavano le braccia al cielo rimettendosi nelle mani dell’ONU, e lasciando così campo libero alla Francia…) anche il gigante Russo #Rosneft, compagnia petrolifera di proprietà del Cremlino, allunga pesantemente la sua ombra sulla Libia, con interessi esattamente divergenti rispetto a quelli Italiani.

A mio avviso, il nostro Governo DEVE IMMEDIATAMENTE INTENSIFICARE il proprio impegno a difesa degli interessi nazionali in quella importante area del Mediterraneo: Voi cosa ne pensate…?

DITE LA VOSTRA! Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Giulio Terzi

Tratto dalla Pagina  Facebook di Giulio Terzi

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