L’Italia non si oppose nel 2011 all’intervento di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti ma si unì ai bombardamenti perché i nostri alleati minacciavano di colpire i terminali Eni, come ha detto anche l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini.

Purtroppo la Francia  odia l’Italia da almeno 40 anni, da quando l’italia ha cominciato a collaborare con Gheddafi.

Sono anni che la Francia non perde l’occasione di attaccarci…

Che i francesi ci abbatterono il DC9 ne è convinto il Giudice Priore.

Quello che accadde secondo la ricostruzione del giudice Rosario Priore conferma che la marina francese assieme alla propria aviazione, nelle more di una “verità indicibile” secondo lo stesso, avrebbe sferrato l’attacco a Gheddafi mentre il leader libico usava un corridoio aereo riservato ossia non monitorato dai radar – concesso dalla politica estera di Andreotti negli anni precedenti, in cambio di cooperazioni economiche con l’Italia, ndr – per muoversi fuori dai propri confini ossia anche sul nostro Paese.

Di norma ciò comportava accodarsi o sovrapporsi a aerei di linea per confondere la traccia radar. Proprio questo accadde durante la battaglia aerea nei cieli italiani del 27 giugno del 1980, quasi precisamente 38 anni fa.

E tutto questo sulla scorta di notizie “attendibili” secondo cui l’operazione partì dalla portaerei Clemenceau di stanza nel Tirreno, con il supporto dei caccia partiti dalla base di Solenzara in Corsica.

Cossiga ne invece testimone.

«L’aereo francese si sarebbe messo sotto il Dc 9 per non essere intercettato dal radar dell’altro aereo libico, che avrebbe dovuto trasportare Gheddafi, che stava rientrando con Gheddafi. A un certo punto lancia il missile volendo colpire l’aereo di Gheddafi».

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«Erano i nostri servizi segreti che informarono l’allora sottosegretario Giuliano Amato e me che erano stati i francesi a lanciare un missile. Lui si mise sotto per mirare quella sagoma che fosse l’aereo di Gheddafi. Fatto sta che in un sobbalzo quando è partito il missile lui si era messo dietro il Dc 9. Questa fu l’informazione per quello che mi ricordo adesso che sto per compiere 80 anni. Un giorno presi un giornale e lessi di un’intervista fatta a Giuliano Amato. E lui in questa intervista diceva che l’ammiraglio Martini, capo del Sid poi Sismi, il miglior capo del servizio informazioni che noi abbiamo avuto insieme a De Lorenzo in tutta la vita, gli aveva confidato che era ormai certo, anche se non aveva prova documentale, ma soltanto prove di intelligence che l’aereo è stato abbattuto da un caccia dell’Aeronaval partito dalla Clemenceau…».

Interessantissima la conclusione del giudice Priore sulla vicenda che nella chiosa conduce precisamente alla realtà dei nostri giorni, dove i francesi hanno in piedi un progetto egemonico nell’area una volta fatto fuori il Rais, pg. 157, piano che contempla l’annichilimento dell’Italia:

L’eliminazione del leader libico su Ustica sarebbe stata soltanto la prima fase di un progetto assai più vasto che prevedeva anche interventi via terra sulla Libia. La caduta del regime di Tripoli avrebbe avuto come conseguenza il riordino dell’intero assetto nordafricano e subsahariano e una nuova spartizione dell’influenza in queste aree ricchissime di risorse. A tutto svantaggio della presenza italiana“.

 

https://www.navysite.de/cruisebooks/cv60-80/index.html

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