L’ORCHISTAR BOERI CONQUISTA LA RAI. BRAVI…!

di Sabrina Fantauzzi, via Facebook

Il fatto: stasera su Rai 3 l’archistar Boeri parlerà di borghi nella trasmissione ‘Ogni cosa è illuminata’.

Commento:

Nella magnifica epopea dell’orchistar system convertita improvvisamente all’architettura vernacolare dei borghi e della loro arcadica resistenza…, anche la Rai, la tv di Stato, ci si mette a rincorrere il luogocomunismo dei radical chic.

Perché la realtà è questa.

Quando si parla di pluralismo dell’informazione e di giornalismo…nella testa degli autori tv e dei redattori scatta l’automatismo.

Tutti parlano di Boeri?

L’orchistar del bosco verticale a Milano che ora, essendo ormai esangue il mercato dell’archifinanza con il quale ha lavorato e incassato miliardi per decenni, va ad accaparrarsi le gare per i piccoli paesi del centro Italia distrutti dal terremoto, avendo sviluppato quell’amore sconfinato, immenso, inesauribile per il genius loci…

Che meraviglia! Che miracolo!

Dal grattacielo alla casa in pietra viva…che ci vuole? Niente.

Non ci vuole niente soprattutto se trovi un mondo dell’informazione che ha buttato il cervello all’ammasso. Ancora più grave è l’ammasso perché parliamo della Tv pubblica, la Rai e per la precisione rai tre il canale che…nacque vicino alle istanze dei territori, aperto a seguito della istituzione delle regioni, quello dato in appalto all’allora ex Pci e che è comunque rimasto il centro di potere informativo di una certa impostazione culturale.

Che aveva sicuramente più dignità rispetto a quella di oggi.

Far intervenire Boeri a parlare dei borghi è come far parlare il ku klux klan di diritti civili, è come far parlare Dracula del valore prezioso della donazione del sangue.
Eppure di alternative ce ne sono.

Solo che bisogna studiare, leggere, ascoltare, cercare personalità alternative. Bisogna essere giornalisti con lo spirito del detective e il senso critico dello storico che davanti a un fonte apparentemente autentica si chiede sempre: è un tarocco? Perché Boeri che parla di borghi è un tarocco!

E dire che ci sono studiosi, architetti, filosofi, sì cazzo ci sono filosofi che parlano di borghi (ma che ne sanno i giornalisti della Rai), che possono raccontare la vera vita dei borghi e le loro necessità.

Vedi anche  Coronavirus, Ospedale in Fiera di Milano, la triste bieca macabra propaganda della sinistra e M5S #Fontana

Io ci sto provando a dare una mano. Ma oggi, dopo aver letto la notizia che, dopo aver occupato paginate sui maggiori quotidiani, Boeri sarà anche alla Rai a parlare dei borghi…ecco io ho voglia davvero di…tornare al mio borgo, buttare la tv dalla finestra, spegnere il cellulare e mollare tutto.

Peccato però che durerà solo un attimo.

IL DIAVOLO E L’ACQUA SANTA

Fabio Rampelli, via Facebook

Lui, il diavolo, è Stefano Boeri, intellettuale radical chic adottato dal Pd nostrano, archistar che ha proposto per decenni inanimati scatoloni di cemento armato, dei ‘fuori misura’ per le dimensioni umane, l’esatto opposto dell’armonia sinuosa dei nostri borghi, proporzionati alle misure antropometriche. Probabilmente sì è vergognato delle schifezze progettate, tanto da cercare di nasconderle dietro una selva di piante e arbusti, secondo la retorica del ‘bosco verticale’. Non ci si può passeggiare dentro, non ci sono scoiattoli, né fogliame di leccio, solo una patetica moquette verde che cerca di ricoprire un’architettura conformista.

L’acqua santa sono i ‘borghi italiani’, a bassa densità, riscaldati dalle pietre, spalmati di meravigliosi intonaci a calce, con persiane, cornici, cornicioni, vicoli ciottolati, cortili, piazzette, terrazze, fontane, coppi romani su tetti a falda, porte in legno e lanterne.

Il diavolo oggi dovrebbe celebrare l’acqua santa in una trasmissione su Rai 3. Non ci si crede. Miracoli possibili solo a certa sinistra: dai grattacieli ai villaggi senza passare per la stazione del pentimento.

 

 

Nota a margine

Cosi parlò Boeri, ignorando che oggi, in Italia ci sono due milioni di chinghiali, e il tema della “sopportabilità”  tra suidi selvatici, ungulati e le attività dell’uomo è molto sentita tra le valli.

“In queste settimane abbiamo visto come altre specie non domestiche si siano affacciate nelle città, e non è una novità: da anni assistiamo all’ingresso dei cinghiali, delle volpi, dei cervi nelle città europee. Vuol dire che abbiamo rotto un patto, abbiamo occupato il loro habitat per decenni e c’è una sofferenza.”

 

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2020-05/laudato-si-architetto-boeri-serve-alleanza-borghi-citta.html

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here