Iniziava l’estate di un anno fa e tranquilli eravamo noi quando entrammo ridendo in un prato che di strana gente brulicava già.

Ci mettemmo seduti e dietro a noi solo l’erba si stendeva ma strisciavano a cento e a cento gli sciacalli nell’oscurità.

Mille stelle in cielo splendevano alti alberi tutti intorno a noi dolci canti antichi suonavano Piccolo Attila parlava a noi.

E diceva di verdi prati che di rugiada brillavano nel sol e guerrieri a cavallo intonavano le canzoni degli antichi eroi.

Tutti in piedi ci alzammo e davanti a noi gli sciacalli già fremevano, avanzaron ghignando sicuri già d’inseguire schiene nude.

Ma la mano di Piccolo Attila contro il cielo stellato si levò seminando il terrore calava giù l’orda buia non rideva più.

E con la forza di un fiume in piena poi Caricammo e la terra sotto noi rimbombando tremava e gli alberi ondeggiavano nel vento.

E mai più, mai più quel prato rivedrà una sera come un anno fa non si scioglierà mai la Compagnia ma c’è chi non è più sulla via.

Come un’aquila ora vola lui sorridendo alle stelle e ancor più su e il suo flauto suonando ci guiderà verso l’alba che sicura è già.

Iniziava l’estate di un anno fa e felici eravamo noi quando uscimmo ridendo da un prato che due occhi a mandorla non scorderà.

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