Abbiamo trovato la vera opposizione a Roma, è il blog “Roma fa Schifo” una  bacheca pubblica di approfondimento e riflessione sullo schifo di Roma. Sono stati portatori di voti ai pentastellati,  ora sono rimasti quasi delusi, anzi è iniziata una vera e propria guerra.

Cominceremo a ri-postare  i loro post circostanziati, chiari e ben informati.

Cominciamo con del folclore….

 

Il marito della Raggi non si calma: “togliete il like a Roma faSchifo!”. Qualcuno lo aiuti

24 luglio 2016 tratto da Roma faSchifo

Tra i mille problemi che Virginia Raggi è costretta ad affrontare, circondata com’è da poche persone valide e da tantissimi ciarlatani a tutti i livelli, gli ci mancava pure l’attivismo sfigato e patetico del marito Andrea Severini.

Per carità, Andrea Severini va innanzitutto capito: è stato lui a inventarsi l’animale politico Virginia Raggi, è stato lui a plasmare altri personaggi che oggi, nel suo territorio, hanno potere e visibilità. Lui in cambio non ha nulla e gli tocca tutti i giorni andare a lavorare come regista a Radio Dimensione Suono.

Non ha voce in capitolo, non ha nessun incarico, non ha poteri decisionali se non indiretti, non ha neppure una moglie – se vogliamo dar credito alle voci di una separazione tra i due – ed è costretto a interloquire con Virginia scrivendole imbarazzanti (per lui, ma soprattutto per lei che di tutto ha bisogno fuorché di essere importunata pubblicamente su fatti privati) letterine d’amore digitali. Una situazione spiacevole che può far compiere degli errori. Severini però dimostra di non avere la minima capacità di contenersi, il minimo contegno. Sia dal punto di vista politico-amministrativo (il caos davvero vergognoso che sta accadendo nel XIV Municipio che abbiamo raccontato stamani e che raccontiamo da settimane è in parte ascrivibile fors’anche alla sua gestione da mediocre Richelieu de Monte Mario), sia dal punto di vista appunto. personale.Già una volta siamo stati costretti a denunciarne l’aggressività e le minacce rivolteci tramite messaggi via Facebook, ora il nostro è salito di livello e ci ha dedicato direttamente un post del suo blog. Qui c’è il link diretto e sotto riportiamo il testo originale.

Questo post è dedicato a quelle persone che ormai si sono esposte e che hanno gettato la maschera di finti difensori del bene pubblico!

Queste persone non fanno altro che sputare veleno sul Movimento e sui portavoce che ogni giorno combattono per riportare Roma di nuovo al suo splendore.

Pubblicando solo articoli non di denuncia ma di attacco frontale al Movimento.

Dal 05 Giugno, conto, in un “famoso” blog, che fa schifo come il suo nome, ben 15 post contro Virginia Raggi, la sua giunta, i portavoce eletti e i suoi attivisti.

Addirittura hanno avuto il coraggio di pubblicare messaggi privati, in violazioni delle più elementari regole di tutela di corrispondenza privata, pur di screditare il lavoro immenso dei nostri portavoce.

Dico al gestore di questo blog e dei gossippari che Roma non fa schifo, e lo sapete perchè?

Perchè ci sono proprio tanti cittadini che cercano di migliorarla tutti i giorni, non necessariamente del Movimento e sicuramente non siete voi.

Perchè puntare il dito è più facile che mettersi in prima linea.

Roma è bella come queste persone, che combattono e mettono un bel pezzo della loro vita a disposizione di altri.

Invito, le persone che conosco, che per sbaglio hanno ancora il like o che seguono queste pagine, di fare una buona cosa, lasciamoli soli, togliamo il like, non seguiamoli più, ora, tanto abbiamo capito chi sono. Non abbiamo bisogno delle loro menzogne.

A riveder le stelle, anche senza loro!

Nel testo traspare tutto il nervosismo di chi è messo alle strette. Il post è datato 14 luglio. In quei giorni Andrea Severini intravedeva magari la possibilità di diventare assessore al XIV non contento di atteggiarsi a Gianniletta del presidente Alfredo Campagna, candidato perché suo compagno di scuola. Una possibilità, quella dell’assessorato, che Severini si sarebbe meritato (molto più di altri, ben meno intelligenti di lui, poi nominati) ma che in quei giorni sfumava sia per questioni di opportunità (“sei il marito del sindaco, sei troppo esposto, non ti tocca nulla, ci dispiace”) sia a causa dei nostri articoli che raccontavano la pozzanghera di malapolitica che si stava (e si sta) creando nel XIV Municipio. Ecco dunque l’ennesimo sfogo. Non una reazione al nostro post dedicato ai suoi messaggi, che risaliva a 10 giorni prima, ma una rappresaglia dovuta piuttosto ai nostri articoli sulla gestione sconsiderata della politica grillina nel XIV Muncipio, a tal riguardo una nostra nota tra le più efficaci risaliva proprio al giorno prima rispetto al post di Severini. Ecco spiegato il motivo della arrabbiatura e del veleno. E poi guardate che rappresaglia. Che argomentazioni. Che sintassi, peraltro. Il Severini, alla maniera di Emilio Fede, non cita mai il nome del suo “avversario”, ammicca soltanto. Che fine strategia comunicativa. Il Severini poi (estensore di lettere d’amore che dà dei “gossippari” a noi…), non dice le cose chiare, manda avvertimenti, manda pizzini. “Sappiamo chi siete adesso”. Ah si, Severini? E chi siamo? Puoi specificare? Perché ci chiami “finti difensori del bene pubblico? Noi siamo difensori del bene pubblico per davvero, non per finta. E lo dimostriamo tutti i giorni da una decina d’anni, ancor prima che tu diventassi attivista dei Gruppi d’Acquisto Solidali.
Nel testo – gli errori di grammatica e sintassi sono tutti di Severini e li abbiamo lasciati – il marito della sindaca si rammarica per le nostre critiche. Come tutti i grillini privi delle necessarie capacità celebrarli per elaborare problemi complessi, Severini godeva quando criticavamo Alemanno, godeva quando criticavamo Marino e ora ci considera “schifosi” perché critichiamo il suo partito. Una visione del mondo semplicemente tarata.

Si tranquillizzi, il Severini: finché qualcuno – magari suo compagno di partito – non riuscirà ad instaurare un regime totalitario chiudendo le voci di libertà e di dissenso, noi come abbiamo sempre fatto continueremo ad esercitare il nostro diritto di critica. Dicendo male del sindaco quando fa male e dicendone bene quando fa bene. Le altre banalità frutto del più smaccato analfabetismo funzionale, peraltro patrimonio lessicale di un movimentismo involuto, fatto di frasi fatte e di filastrocche ripetute a memoria, si sublimano nell’azione principale, nell’atto di ribellione più feroce e coraggioso che un attivista può esercitare: “togliete il like se non lo avete già fatto”. Ecco la strategia. Non rispondere alle critiche, non metterci alle strette se abbiamo sbagliato e dimostrare, con i contenuti, che stiamo esagerando, che stiamo dicendo il falso, che stiamo incalzando il Movimento in maniera eccessiva. Non spiegare quali sono le “menzogne” (così dice) che scriviamo. No. E’ sufficiente togliere il like. Nella citrulla convinzione che un lavoro editoriale e una voce di informazione si misuri in like su Faceobook (e perché non in followers su Twitter, per dire?) e nella sbagliata e fascista idea di poter indicare ai propri lettori cosa leggere e cosa no. Peraltro è evidente a tutti che il modo più efficace per danneggiare il nostro blog è amministrare bene la città: contribuisci a sistemare Roma, Severini, invece che a fare ulteriore cagnara e vedrai che con una città bene amministrata questo blog perderà ruolo, perderà interesse, perderà senso. Finché ci saranno schifezze, come quelle che state facendo voi a rottadicollo nel XIV Municipio e non solo, i like continueranno a crescere ogni giorno nonostante le fatwe…

Ma immaginatevi voi se il marito di Chiara Appendino a Torino facesse una sortita simile. Si permettesse di scrivere sul suo blog una roba di questo tipo nei confronti di una voce neppure di dissenso bensì serenamente di critica verso la sua moglie sindaca. Verrebbe giù l’amministrazione. A Roma invece vale tutto e tutto è possibile. Vi è una mancanza totale di ritegno, una mancanza totale di rispetto verso gli elettori, un livello di arroganza del potere, di prevaricazione e di ineleganza unico.

Severini si occupi di sistemare il XIV Municipio, invece di scrivere sciocchezze sul suo blog, visto che la situazione è vergognosa e disperata. Dopodiché se ritiene che abbiamo scritto “menzogne” ci mandi una bella lettera (non insulti e minacce di “vederci per strada”, come ha fatto la scorsa volta) con tutta la sua versione dei fatti, la sua storia, il suo racconto. E la pubblicheremo volentieri per controbilanciare le mille schifezze riguardanti il suo territorio che abbiamo ricevuto e pubblicato dagli sconvolti abitanti dello stesso. Noi per primi speriamo che nulla sia vero onestamente, perché sarebbe spaventoso.
In ogni caso, anche se non vorrà accettare il nostro invito, se la smetta di comportarsi da adolescente immaturo perché tutto questo, oltre a renderlo ridicolo, mette in difficoltà sua moglie che nelle fattispecie è il sindaco di tutti noi. E nessuno ha intenzione di vederla trascinata in fatti patetici che non dipendano direttamente da lei. Insomma, Severini, datte na bella calmata!

Vedi anche  Realismo

PS. A tutti coloro che interpretano la politica come e peggio di un tifo calcistico o di un credo religioso integralista: date ascolto a Severini e togliete il like alla nostra pagina. Anche perché, come molti di voi si saranno accorti, chi non lo ha fatto di sua sponte è finito bloccato per mano nostra. Squadrismo e fondamentalismo di destra, di sinistra, di centro e grillino non ne accettiamo.

Tentativo malamente fallito di dialogare civilmente col marito di Virginia Raggi

5 luglio 2016 tratto da Roma fa schifo 

L’altro giorno, abbastanza increduli, iniziamo a ricevere messaggi privati da parte di un personaggio pubblico. Verifichiamo e riverifichiamo ed in effetti riscontriamo che proprio di lui si tratta: il marito del nostro sindaco.
Cioè, voglio dire, sei la “first lady” (come si dice al maschile?) del Comune, tua moglie è stata eletta sindaco e ha mille difficoltà per far partire – speriamo presto alla grande – la sua nuova attività, c’è polemica su tutti i giornali perché è nuova e in qualche maniera il sistema gioca a metterla in difficoltà con critiche ingiuste (anche noi facciamo critiche, ma mai ingiuste e sempre costruttive, volte a correggere gli errori), e tu cosa fai? Ti metti a lasciare nero su bianco insulti e sciocchi comportamenti da bullo informatico? E andiamo un po’… Ma vi pare possibile? La conversazione inizia così come vedete, dal nulla esce un messaggio che recita “sei patetico”. E poi il resto lo leggete qui sotto.

Ma al di là del buon Severini, che evidentemente non riesce a contenersi, non riesce a ragionare in maniera pacata e costruttiva e non riesce a capire che questi suoi comportamenti servono solo a mettere in difficoltà sua moglie, questo post ci serve per riflettere su una questione che sta interessando la città da alcuni tempi, ma specialmente nelle ultime settimane.

Sebbene attenuata negli ultimi giorni, quando errori e imbarazzi da parte della nuova amministrazione stanno fiaccando anche il sostegno dei più infoiati, il problema del “tifo politico” che è stato innescato dal Movimento 5 Stelle rappresenta un piccolo problema da gestire. Ed è soprattutto il M5S che deve gestirlo: avere dei supporter che interpretano la passione per la politica come micidiale tifo ultras cieco e violento può rappresentare e rappresenta un grave punto di debolezza.

Questo blog da quasi 10 anni incalza i partiti al potere e quelli all’opposizione. Lo fa spesso con durezza. Forza Italia, AN, Fratelli d’Italia, Storace, il PD. Sono tutti partiti che abbiamo attaccato con una nettezza piuttosto spicciola, ai limiti – lo riconosciamo – della querela. Abbiamo attaccato tutta questa marmaglia politica romana con molta più forza di quella che abbiamo utilizzato per attaccare il M5S, ma solo dal M5S abbiamo avuto in cambio una reazione piena di violenza, di insulti, di attacchi privi di qualsiasi contatto con la realtà e del contenuto effettivo delle nostre critiche.
Tra l’altro se a Roma il voto di protesta e di cambiamento fa risultati così rotondi una buona parte del “merito” (se così vogliamo chiamarlo) è anche nostro: Roma, infatti, grazie a questo blog, oggettivamente autentico caso editoriale raccontato dalle testate di tutto il pianeta, è l’unica piazza in Italia dove esiste una narrazione del declino e del degrado, dove c’è un costante racconto del fallimento delle classi dirigenti. E’ grazie a noi se è maturato un sentimento di vendetta – da parte degli stessi elettori di centro sinistra – verso il PD, è grazie a noi se decine se non centiaia di migliaia di cittadini hanno guadagnato consapevolezza relativamente alle reali condizioni della città ed alle reali responsabilità della classe dirigente. Abbiamo, non ci vuole un raffinato analista antropologico per capirlo, contribuito culturalmente a questa fase di grande transizione. Ma non per questo ci asteniamo dal criticare e dal pungolare continuamente chi è al potere ora. Questo non fa di noi dei “patetici”, lo saremmo facendo diversamente.

La nostra azione quotidiana e costante, ormai quasi decennale, di “educazione civica” ha portato molte persone ad aprire gli occhi. Tanti tra questi, una volta presa coscienza, hanno votato Cinque Stelle. Dunque perché trattarci così?

Le reazioni poi, come in ogni pericolosa setta che si rispetti, vengono condite tutte dagli stessi argomenti, spesso dalle stesse frasi ripetute a pappagallo. E tutti se ne fanno interpreti, dall’ultimo degli elettori fino al marito del sindaco. È inquietante anche se, bisogna dirlo, si tratta comunque di una minoranza dell’elettorato (oggi maggioritario o quasi) del Movimento. Una minoranza però rumorosa e, a nostro modo di vedere, potenzialmente pericolosa. Si tratta, in tutta evidenza, di una forma di fondamentalismo politico assolutamente inedito nell’Italia repubblicana, qualcosa forse di assimilabile al Partito Fascista non tanto per i metodi e per l’aggressività (che pure c’è ed è un problema), quanto per la totale incapacità di razionalizzare, di leggere i contenuti, di stare ai fatti staccandoli dalla propria distorta percezione.

Una critica costruttiva diventa un “attacco” (non lo è, ma anche se lo fosse? È forse vietato fare attacchi a chi governa? Non è forse quello che da anni fanno i pentastellati con una durezza talvolta così intensa da essere scomposta?); una analisi dei fatti diventa “spalare merda” o “gettare fango”; una opinione espressa un “giudizio” (notate come fa presente che noi non abbiamo il “diritto” di giudicare); una nota sull’attuale amministrazione fa immediatamente di te un adepto dell’amministrazione precedente oppure un piddino, un pidiota, un pidocchio nel ricorsivo servirsi di giochi di parole da scuola elementare. Se provi a portare la discussione fuori dalla tifoseria e dentro ad un dibattito sano, svaniscono: “non ti rispondo perché non ne vale la pena”. Ma come, santo cielo, sei venuto tu a parlarmi qualche minuto fa tra l’altro insultando, io ti rispondo in maniera civile e tu scappi via? Sarei semmai dovuto scappare io. Boh…

Siamo stati costretti, ed è una cosa inedita, a bloccare in questi giorni decine e decine di persone che passavano la giornata a insultare il prossimo e il lavoro del nostro blog su Facebook. Anche questa è una cosa totalmente inedita. Abbiamo passato anni a darle di santa ragione al PD, abbiamo passato 5 anni a dire peste e corna di Alemanno e della destra, ma mai ci era successo di dover avere a che spartire con un gruppo di facinorosi estremisti che volevano semplicemente impedirci di esprimere la nostra opinione mandando alle ortiche qualsiasi tentativo di dibattito civile. Nulla di simile ci era mai successo neppure quando ci siamo fronteggiati con Casa Pound o con i movimenti antagonisti e i centri sociali.

I dirigenti di questo partito, i vari Di Maio, Fico o Lombardi, invece di immischiarsi più del dovuto nel governo delle città, dovrebbero curarsi maggiormente di gestire i propri supporters e il proprio elettorato. Aver convinto gli stupidi e i tarati che la loro importanza “vale uno” esattamente come valgono le persone ragionevoli, intelligenti e preparate ha delle conseguenze che vanno governate prima che degenerino. Se la passione politica giustifica lo squadrismo tutto diventa possibile.

P.S. Con ogni probabilità Andrea Severini era arrabbiato per quello che stiamo facendo emergere riguardo a come è gestito il Movimento 5 Stelle nel XIV Municipio (leggete con attenzione qui e qui), ma se aveva qualcosa da ridire sulle nostre ricostruzioni – indubbiamente e comprensibilmente per lui imbarazzanti – non poteva farlo con un testo in cui spiegava la sua versione dei fatti? Lo avremmo pubblicato con piacere e magari molti lettori sarebbero stati aiutati a capire meglio. Non era meglio fare così invece che comportarsi come l’ultimo degli attivisti invasati che, invece di far del bene, rischiano di essere proprio la cosa che fa alla lunga più del male al Movimento?

 

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