Un rischio concreto, che il trio Conte – Di Maio e Toninelli, risarciscano gli azionisti di Autostrade SpA, se la revoca della concessione autostradale si rivela una bufala, una notizia falsa,  o meglio una informazione falsa.

Trasmettere informazioni corrette agli investitori costituisce un principio basilare dei mercati finanziari, principio che assume maggior valore quando le informazioni influiscono sulle quotazioni di mercato, ossia sono informazioni price sensitive

Premettendo che non si rispettano le vittime cercando subito una vittima sacrificale, per mera propaganda, come è successo nelle prime ore della tragedia, e non c’è  nulla di male e di pessima etica, se un piccolo azionista di Autostrade SpA denunci il Governo per avergli creato un ingiusto danno economico.

Perché questo rischio?

Stanno emergendo ultimamente elementi concreti che piano piano ricostruiscono il quadro delle responsabilità per i fatti della tragedia. 

Utile per stabilire in seguito la percentuale di colpa tra i due attori interessati, il MIT e Autostrade per l’Italia SpA.

Il Codice degli Appalti, prevede già di partenza una corresponsabilità tra l’affidatario  e il concessionario, al netto di comunicazioni malevoli e atti viziati. In mancanza di intenzioni malevoli la corresponsabilità si divide in parti uguali, con una maggiorazione verso i funzionari pubblici, quasi sempre dolo.

Ma ultimamente è emersa una lettera.

Con una lettera datata 28 febbraio 2018, il direttore delle manutenzioni di Autostrade, Michele Donferri Mitelli, metteva in guardia il Ministero e il Provveditorato sui rischi per la sicurezza legati al ritardo dell’approvazione del progetto esecutivo di rinforzo del ponte. In particolare si chiedeva di accelerare l’iter proprio per garantire «l’incremento di sicurezza necessario sul viadotto Polcevera». È quanto si legge in una anticipazione dell’Espresso

Non si sa, scrive L’Espresso, chi abbia ricevuto personalmente la lettera, poiché come destinatario è indicato soltanto l’ufficio. È noto che la Direzione generale del MIT per la vigilanza sulle concessionarie autostradali è diretta da Vincenzo Cinelli, nominato il 14 agosto 2017 su proposta del ministro Graziano Delrio e confermato dall’attuale ministro Danilo Toninelli.

Mentre il capo del Provveditorato di Genova è l’architetto Roberto Ferrazza, scelto da Toninelli come presidente della commissione d’inchiesta del ministero e poi sostituito per «motivi di opportunità».

Considerando che Autostrade Spa, era prossimo alla cantierizione del Ponte Morandi, i presupposti di non aver esercitato controlli e pianificato insieme al MIT la manutenzione straordinaria decade.

Insomma  per Autostrade SpA, la percentuale di colpe potrebbe ridursi notevolmente, e forse l’unica colpa è di non aver  chiuso, motu proprio il tratto interessato. 

Ma rischiava il reato di interruzione di servizio pubblico e inadempienze contrattuali, nel caso che il ponte non cadeva celermente.

Insomma potrebbe esserci i presupposti per un colpo “endogeno” al  Sovranismo, per manifeste incapacità dei compagni di strada della Lega.

Non si tratta di difendere Autostrade SpA, ma nemmeno di viziare la comunicazione dell’indagine con con continui Twitter cercando  la “vittima sacrificale” in perfetto stile #Casaleggio.

In ogni caso un Governo si regge sulla credibilità, e la Lega non può essere complice dell’ ideologia Nord Coreana del Movimento 5 Stelle, dove la verità risiede presso alcuni server. 

Vedi anche  Difendere #AirforceRenzi e sollevare dubbi sulle capacità dei #DiMaio e #Toninelli

Così i grillini si rimangiano la revoca ad Autostrade

da @neXt quotidiano

Ilario Lombardo sulla Stampa firma oggi un prezioso retroscena che ci racconta cosa sta succedendo nel governo sulla revoca delle concessioni ad Autostrade, che dopo essere stata indicata come obiettivo prioritario da parte del M5S ora sembra essere molto più lontana. Perché Di Maio e i suoi si sono convinti che una decisione del genere dal punto di vista giuridico potrebbe portare a molte conseguenze negative. Meglio la trattativa, con i Benetton e con gli alleati del governo che intanto si stanno saldando in un’alleanza con il sindaco di Genova Bucci e il governatore Toti. L’obiettivo sarebbe così ridimensionato, con il tentativo di revocare solo la A10:

«Il punto di caduta – ha confidato Di Maio – deve essere almeno la revoca della concessione della A10», l’autostrada che ingloba il ponte di Genova crollato il 14 agosto. Non solo: il governo punta anche a una revisione del contratto di concessione «più favorevole ai cittadini», nella speranza magari di strappare tariffe più basse.

Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che si muove sempre in assoluta sincronia con Di Maio, è impensierito dall’attivismo della Lega e del governatore della Liguria Giovanni Toti che spingono per coinvolgere comunque il concessionario nella fase di ricostruzione. Ma Toninelli e Di Maio sono preoccupati anche dalla ricaduta che avranno sul braccio di ferro con Autostrade le inchieste che puntano alle responsabilità dei dirigenti del ministero dei Trasporti avvertiti qualche mese fa sulla scarsa sicurezza del ponte.


Danilo Toninelli, il sospetto sul crollo del ponte Morandi dei magistrati: le carte che inguaiano il ministro

Sul tragico crollo del ponte di Genova che ha ucciso 43 persone si allungano i sospetti che anche il ministero dei Trasporti guidato dal grillino Danilo Toninellipossa avere delle responsabilità. I magistrati genovesi hanno sequestrato un documento dell’11 giugno, ben dieci giorni il giuramento del governo, con cui la Direzione di vigilanza sulle concessioni autostradali ha dato il via libera al progetto esecutivo di rinforzo degli stralli del viadotto, presentato da Autostrade.

Come ha rivelato il Corriere della sera, nelle carte veniva evidenziata la consapevolezza di Autostrade che chiedeva di far partire i lavori da settembre per intervenire alla “progressiva perdita di funzionalità relativa alle pile 9 (quella crollata) e 10 del Polcevera”. Come riporta il ministero nel documento con cui dava parere favorevole: “L’intervento proposto allunga la vita degli stralli, fondamentali per la statica del ponte”.

Il sospetto dei magistrati è che nel corso della valutazione per il via libera a questi lavori, ci siano state delle falle nella valutazione del pericolo e della mancata chiusura del viadotto, nonostante da più parti fosse evidente che quel ponte non poteva più essere utilizzato.

Fonte: https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13373028/danilo-toninelli-il-sospetto-sul-crollo-del-ponte-morandi-dei-magistrati-le-carte-che-inguaiano-il-ministro.html

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