Rosario Assunto (Caltanissetta, 28 marzo 1915 – Roma, 24 gennaio 1994) è stato un filosofo italiano.

Ha compiuto i suoi studi secondari presso il Liceo Classico di Caltanissetta nella sua città natale. Laureato in Giurisprudenza è stato avviato alla filosofia da Pantaleo Carabellese professore di filosofia teoretica presso l’Università di Roma.

È stato docente di Estetica a Urbino dal 1956 e titolare dal 1981 della cattedra di Storia della filosofia italiana presso la Facoltà di Magistero a Roma.

« Il suo insegnamento è anticonformista, fortemente intriso di contraddittorio. Ma forse proprio per questo motivo, quando arriva il Sessantotto, il filosofo sceglie la via della controrivolta: quella che passa attraverso l’élite. Rifiuta di adeguarsi al voto politico, si oppone ai collettivi e agli insegnamenti assembleari. I suoi allievi non si oppongono al suo rifiuto, anzi con questo comportamento Assunto riesce ad attirarsi la stima di molti esponenti del Movimento studentesco. Talmente rivoluzionario da divenire reazionario, Rosario Assunto dagli anni Settanta in poi avrà un atteggiamento sempre più schivo… »
Un isolamento, il suo, iniziato col Sessantotto, ma poi sempre più accentuato; infine, si chiuse nei suoi studi e nelle sue speculazioni dopo la morte della moglie, la storica dell’ arte Wanda Gaeta, molto amata («Sono la fotocopia di lei, che è stata uccisa dal mio stesso male») .

A Roma fu molto amico di Giulio Carlo Argan pur contrastando le sue idee politiche.

Pensiero

Rosario Assunto, interessato ai temi estetici della filosofia da un punto di vista storico e teoretico li ha trattati non solo come tipici della filosofia dell’arte e del bello ma considerandoli coincidenti con la filosofia stessa giudicata come pura estetica.

Egli si rifà a Baumgarten, Cartesio, Leibniz, Kant esaminati soprattutto per la loro concezione dell’uomo e del suo rapporto con la natura. Una visione tradizionalista della filosofia, proprio nel momento in cui l’estetica si rivolgeva alla semiotica, che isolò Assunto soprattutto in Italia, mentre in Germania veniva tradotto e apprezzato.

Assunto ha rappresentato una delle voci più significative all’interno del dibattito filosofico estetico del Novecento. Vivamente interessato all’estetica dei giardini anticipa largamente nelle sue opere alcuni rilevanti concetti per la riflessione più recente, come per esempio quello di “estetica del paesaggio”, che hanno ispirato i temi ambientalisti sulla tutela e conservazione del paesaggio, naturale o elaborato dall’uomo, che egli definisce «Spazio limitato, ma aperto; presenza, e non rappresentazione, dell’ infinito nel finito».

 

Assunto scandaloso esteta

Diede scandalo rimanendo fedele al significato delle sue idee, suscitò ammirazione scardinando il pensiero degli avversari. Rosario Assunto fu un filosofo raffinato e volutamente elitario, primo teorizzatore italiano dell’ Estetica del paesaggio. Al pensatore siciliano, nato a Caltanissetta nel 1915 e scomparso a Roma nel 1994, è dedicato il convegno “Rosario Assunto – Le poetiche del paesaggio, della città, del giardino”, che oggi e domani si terrà al Museo archeologico di Caltanissetta, organizzato dall’ assessorato regionale ai Beni culturali e dalla Novecento e curato da Domitilla Alessi. Intervengono Michele Cometa, Cesare de Seta, Armando Rigobello, Sofia Varoli Piazza, Paolo Zanetov, Sabino Caronia, Piero Zanetov, Raffaele Milani, Francesco Mercadante, Luisa Bonesio e Vittorio Stella. All’ Estetica del paesaggio giunge dopo studi e insegnamenti, delineando la sua personale visione attraverso riflessioni strutturate nel solco di Baumgarten, Descarte, Leibniz, Kant. Tre gli ambiti filosofici di riferimento: romantico, medioevale e neoclassico. Filo comune di questi momenti teorici, differenti nel tempo ma ravvicinati dalla sua visione culturale, è per l’ appunto, una struttura d’ indagine che si sofferma sulla natura e sul suo rapporto con l’ uomo. Da qui alla formulazione dell’ Estetica del paesaggio il passo è breve. è il 1956 ed è stata appena istituita la facoltà di Lettere nell’ Università italiana: immediatamente Rosario Assunto è chiamato a Urbino per ricoprire la cattedra di Estetica. Il suo insegnamento è anticonformista, fortemente intriso di contraddittorio. Ma forse proprio per questo motivo, quando arriva il Sessantotto, il filosofo sceglie la via della controrivolta: quella che passa attraverso l’ élite. Rifiuta di adeguarsi al voto politico, si oppone ai collettivi e agli insegnamenti assembleari. I suoi allievi non si oppongono al suo rifiuto, anzi con questo comportamento Assunto riesce ad attirarsi la stima di molti esponenti del Movimento studentesco. Talmente rivoluzionario da divenire reazionario, Rosario Assunto dagli anni Settanta in poi avrà un atteggiamento sempre più schivo, chiudendosi a riccio nei suoi studi e nelle sue riflessioni. Con alcune eccezioni, però: il linguaggio visivo lo affascina, frequenta la storica dell’ arte Palma Bucarelli, figura chiave dell’ arte a Roma negli anni Sessanta e Settanta. Scriverà testi per le mostre, da Picasso a Carrà, entrerà in contatto con i protagonisti delle avanguardie artistiche, dalla siciliana Carla Accardi a Piero Manzoni e Pino Pascali. Sono gli anni in cui Roma detta legge nel campo dell’ arte, e Assunto è molto amico anche di Giulio Carlo Argan, di cui non condivide le idee politiche, ma a cui lo lega una profonda amicizia. Per il resto, i legami affettivi del filosofo sono essenzialmente incentrati sulla famiglia: gli adorati genitori, che lo seguiranno a Roma, e la moglie, la storica dell’ arte Wanda Gaeta. Nel 1973 – ma la premessa è datata 1971, e Assunto scrive che si tratta del risultato di dieci anni di lavoro – viene pubblicato il suo testo di riferimento: “Il paesaggio e l’ estetica” (adesso ristampato da Novecento) in cui anticipa temi attuali di rilievo. Se, difatti, si considerano le ricerche più recenti dell’ arte contemporanea, ecco che la teoria di Assunto appare immediatamente centrale. Lo storico dell’ arte Piero Zanetov, che sta curando l’ edizione di scritti inediti di Assunto, dice: «In quegli anni gli studi di estetica erano diretti nel segno della semiotica, al filosofia tradizionalista seguita da Assunto era messa da parte. Così il filosofo pagò il suo isolamento. In realtà ciò avvenne maggiormente in Italia, perché all’ estero, specie di Germania, Assunto era stato tradotto e molto apprezzato». Sicuramente aiutato nella lettura del suo lavoro dalla base filosofica tedesca, legata al romanticismo e alla Natura, Assunto propone teorie sulla sublimazione del paesaggio e sulla valorizzazione della contemplazione. Ancora controcorrente: negli anni dell’ azione, lui oppone la meditazione. Ma in realtà il suo è un agire che passa attraverso strade differenti: prende carta e penna e scrive contro la realizzazione del ponte di Messina – anche qui è anticipatore – e ne “Il paesaggio e l’ estetica”, proprio nel momento storico in cui è centrale l’ idea che la natura è la nemica contro la quale l’ uomo deve combattere, e si pensa che l’ idea di bellezza è una categoria da far sparire, ecco Assunto che si batte per salvare l’ integrità del paesaggio, che definisce «Spazio limitato, ma aperto; presenza, e non rappresentazione, dell’ infinito nel finito». Un testo politico, si potrebbe definire, nel senso più alto del termine, le cui idee che diedero scandalo sono adesso al centro di una riflessione decisamente globale. Nel 1981 il filosofo è chiamato alla facoltà di Magistero a Roma per insegnare Storia della filosofia italiana; nel frattempo è divenuto socio dell’ Accademia dei Lincei, dell’ Arcadia, e di altre, e ha pubblicato numerosi testi, tra cui “Giardini e rimpatrio”, “La natura, le arti, la storia”, “La città di Anfione e la città di Prometeo”. Con la Sicilia, Rosario Assunto mantenne contatti con alcuni happy few: Leonardo Sciascia, Elio Vittorini, Antonello e Duccio Trombadori, Salvatore Sciascia, Ignazio Buttitta. Nel 1991 a Rosario Assunto viene attribuito il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il giardino, promosso dalla Fondazione Benetton. La motivazione recita: «Riconoscimento di un merito teorico di immensa portata, il quale non si è mai disgiunto da un lavoro sul campo appassionato, rigoroso e privo di compromessi». Un lunga battaglia, dove “l’ ostinata filosofia” è divenuta patrimonio di memoria.

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di PAOLA NICITA tratto da http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/13/assunto-scandaloso-esteta.html

 

Opere

Teatro, cinematografo e radio, in “Civiltà fascista”, a. VII, n. 1, gennaio 1940.

Il teatro nell’estetica di Platone, in “Rivista italiana del teatro”, n. 4, 1943.

Curatela di Heinrich von Kleist, Michele Kohlhaas, Torino, Einaudi, 1946.

Essere e valore nella filosofia di C. A. Sacheli, in “Rivista di storia della filosofia”, a. II, fasc. 3-4, 1947.

L’educazione estetica, Milano, Viola, 1950.

Educazione pubblica e privata, Milano, Viola, 1950.

La pedagogia greca, Milano, Viola, 1952.

Forma e destino, Milano, Edizioni di comunità, 1957.

L’integrazione estetica. Studi e ricerche, Milano, Edizioni di comunità, 1959.

Teoremi e problemi di estetica contemporanea. Con una premessa kantiana, Milano, Feltrinelli, 1960.

La critica d’arte nel pensiero medioevale, Milano, Il saggiatore, 1961.

Estetica dell’identità. Lettura della Filosofia dell’arte di Schelling, Urbino, STEU, 1962.

Giudizio estetico, critica e censura. Meditazioni e indagini, Firenze, La nuova Italia, 1963.

Die Theorie des Schönen in Mittelalter, Koln, DuMont, 1963.

Stagioni e ragioni nell’estetica del Settecento, Milano, Mursia, 1967.

L’automobile di Mallarmé e altri ragionamenti intorno alla vocazione odierna delle arti, Roma, Ateneo, 1968.

L’estetica di Immanuel Kant, una antologia dagli scritti a cura di, Torino, Loescher, 1971.

Hegel nostro contemporaneo, con Raffaello Franchini e Mario Pensa, Roma, Unione italiana per il progresso della cultura, 1971.

Il paesaggio e l’estetica
I, Natura e storia, Napoli, Giannini, 1973.
II, Arte, critica e filosofia, Napoli, Giannini, 1973.

L’antichità come futuro. Studio sull’estetica del neoclassicismo europeo, Milano, Mursia, 1973.

Ipotesi e postille sull’estetica medioevale. Con alcuni rilievi su Dante teorizzatore della poesia, Milano, Marzorati, 1975.

Libertà e fondazione estetica. Quattro studi filosofici, Roma, Bulzoni, 1975.

Intervengono i personaggi (col permesso degli autori), Napoli, Società editrice napoletana, 1977.

Specchio vivente del mondo. Artisti stranieri in Roma, 1600-1800, Roma, De Luca, 1978.

Alfred Hohenegger. Esploratore del possibile, con Gustav René Hocke e Elio Mercuri, Roma, De Luca, 1979.

Infinita contemplazione. Gusto e filosofia dell’Europa barocca, Napoli, Società editrice napoletana, 1979.

Filosofia del giardino e filosofia nel giardino. Saggi di teoria e storia dell’estetica, Roma, Bulzoni, 1981.

La città di Anfione e la città di Prometeo. Idea e poetiche della città, Milano, Jaca book, 1984. ISBN 88-16-40120-6.

La parola anteriore come parola ulteriore, Bologna, il Mulino, 1984. ISBN 88-15-00645-1.

Il parterre e i ghiacciai. Tre saggi di estetica sul paesaggio del Settecento, Palermo, Novecento, 1984. ISBN 88-373-0012-3.

Verità e bellezza nelle estetiche e nelle poetiche dell’Italia neoclassica e primoromantica, Roma, Quasar, 1984. ISBN 88-85020-48-8.

Ontologia e teleologia del giardino, Milano, Guerini, 1988. ISBN 88-7802-026-5.

Leopardi e la nuova Atlantide, Napoli, Istituto Suor Orsola Benincasa-Edizioni scientifiche italiane, 1988. ISBN 88-7104-060-0.

La natura, le arti, la storia. Esercizi di estetica, Milano, Guerini studio, 1990. ISBN 88-7802-163-6.

Giardini e rimpatrio. Un itinerario ricco di fascino attraverso le ville di Roma, in compagnia di Winckelmann, di Stendhal, dei Nazareni, di D’Annunzio, Roma, Newton Compton, 1991. ISBN 88-7780-683-4.

La bellezza come assoluto, l’assoluto come bellezza. Tre conversazioni a due o più voci, Palermo, Novecento, 1993. ISBN 88-373-0182-0.

Il sentimento e il tempo, antologia a cura di Giuseppe Brescia, Andria, Grafiche Guglielmi, 1997.

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