Roberto Ferrazza, l’ex-presidente della commissione ministeriale per il crollo del ponte, non era una persona chiunque,  era la persona che doveva controllare sorvegliare, monitorare, pianificare, approvare le opere di manutenzioni, insomma  gestire il Ponte Morandi insieme ad Autostrade per l’Italia S.p.A, ovviamente con un ruolo superiore.

Roberto Ferrazza è, non era, il provveditore ai lavori pubblici regionale del MIT.

Il MIT romano, ora la accusa che poteva chiudere il ponte.

Ora ci saranno gli indagati, se solo una figura è un funzionario pubblico, si configura il reato di omissione di atti d’ufficio da parte del Ministero, alleggerendo la posizione di Autostrade SPA.

Autostrade per l’Italia S.p.A è ormai sempre più certa che il ricorso contro la revoca lo vincerà, infatti spettava al MIT chiudere il ponte.

Sembra strano ma Autostrade per l’Italia S.p.A ha fatto il suo dovere: monitorato l’opera, avvertito il MIT, fatto fare un rilievo sullo stato di salute, pianificato un intervento.

Quello che Autostrade per l’Italia S.p.A non ha fatto, è stato di rifiutarsi di eseguire la concessione sul ponte, per manifesto pericolo.

Il grande Toninelli revocando al suo sottoposto Ferrazza l’incarico di inquisitore, ha confermato la colpevolezza del suo Ministero.

Quindi ci viene il sospetto che il Toninelli ignorava chi era Ferrazza e che ruolo ricopriva ante i fatti di Genova.

Dopo Genova si è ammazzato sui social, per accusare tutti, eseguendo le veline di Casaleggio, ma siamo sicuri che non mentiva, sapendo di mentire.

Semplicemente non capiva quello che faceva, viste le sue manifeste incapacità a ricoprire il ruolo di Ministro del MIT.

Un Governo avveduto avrebbe esercitato la Golden Share su Autostrade S.p.A per aver perseguito solo il  profitti, ignorando il valore sociale e della vita umana,  su un opera strategica che era rischio di crollo, provocando un danno allo Stato.

Vedi anche  Iran, la Lega contro gli (interessi) italiani

Nota bene, tutto quello che avevamo scritto in merito ai  fatti di Genova stanno emergendo, andando controcorrente al populismo verdegiallo, una vittoria semplice sugli ingegneri laureati in lettere e filosofia  o abilitati alla professione di ingegneri con un diploma da estetista 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here